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Toyota rilancia. Ecco la C-HR+ il SUV pensato per l'Europa

La versione elettrica del best seller: fino a 607 km di autonomia, interni più spaziosi e tecnologia avanzata per l’uso quotidiano

Toyota C-HR+
Foto di: Toyota

Toyota entra nel vivo della sua offensiva elettrica con la nuova Toyota C-HR+, un SUV coupé a batteria che punta a coniugare design distintivo, autonomia elevata e una qualità percepita da segmento superiore. Non è semplicemente la versione elettrica del C-HR che conosciamo, ma un modello completamente nuovo, costruito sulla piattaforma eTNGA dedicata ai BEV.

L’obiettivo è chiaro: offrire un’alternativa concreta nel cuore del mercato europeo, con autonomia fino a 607 km WLTP e soluzioni tecniche pensate per rendere la vita a bordo – e fuori – più semplice. Ma al di là dei numeri, è l’impatto visivo e la dinamica di guida a raccontare il cambio di passo.

Esterni | Interni | Guida | Connettività e Telematica | Batterie e Ricarica | Prezzi

Ci piace Non ci piace
Assetto e dinamica di guida Posizione volante
Abitabilità posteriore e bagagliaio Rigenerazione al volante poco efficace
Consumi e autonomia Sterzo un po' pesante

Toyota C-HR+, gli esterni

La Toyota C-HR+ mantiene il DNA stilistico del modello da cui prende il nome, ma lo evolve in chiave più moderna e aerodinamica attingendo dalla piattaforma eTNGA (quella della bZ4X) . La silhouette da SUV coupé è il tratto distintivo: linea del tetto filante, proporzioni dinamiche e superfici scolpite che creano movimento anche da ferma.

Toyota C-HR+ (2026) - Esterni

Toyota C-HR+ (2026) - Esterni

Foto di: Toyota

Le dimensioni aiutano a capire il posizionamento: con una lunghezza di 4.530 mm e un passo di 2.750 mm, cresce in modo significativo rispetto alla C-HR tradizionale, guadagnando presenza su strada senza diventare ingombrante. L’assetto largo e la linea del tetto ribassata rafforzano l’impronta sportiva, mentre l’altezza da terra di 185 mm mantiene una buona versatilità anche fuori dal contesto urbano.

Toyota C-HR+ (2026) - Esterni

Toyota C-HR+ (2026) - Esterni

Foto di: Toyota

Il frontale adotta il linguaggio “hammer head” tipico degli ultimi modelli del Marchio, con un design pulito privo di griglia – scelta naturale per un’elettrica – e fari full LED sottili che enfatizzano la larghezza del veicolo. Dietro, il taglio è netto, con uno sviluppo orizzontale e uno spoiler che contribuisce sia allo stile sia all’efficienza.

Non è solo una questione estetica: ogni elemento è studiato per migliorare i flussi d’aria. Dal fondo carenato alle maniglie posteriori integrate, fino ai cerchi da 18 o 20 pollici ottimizzati aerodinamicamente, tutto contribuisce a un coefficiente di resistenza di 0,262, con benefici diretti su consumi e autonomia.

Toyota C-HR+, gli Interni

L’abitacolo rappresenta uno dei punti di svolta più evidenti. Grazie alla piattaforma elettrica, gli spazi sono più generosi rispetto alla C-HR ibrida, con una gestione degli ingombri più efficiente e una maggiore libertà progettuale.

Il passo di 2.750 mm si traduce in un’abitabilità superiore, con una distanza tra sedili anteriori e posteriori di circa 900 mm, valore che si avvicina a quello di modelli di segmento superiore. Anche lo spazio per la testa resta adeguato nonostante la linea coupé del tetto, segno di un buon lavoro di progettazione.

Toyota C-HR+ (2026) - Interni

Toyota C-HR+ (2026) - Interni

Foto di: Toyota

Il bagagliaio offre una capacità fino a 416 l, con un vano più lungo di 50 mm rispetto alla C-HR endotermica e una configurazione flessibile grazie al piano su due livelli. Con il piano abbassato, si possono caricare comodamente bagagli voluminosi, mentre lo spazio sotto il piano consente di gestire cavi e accessori.

Sul piano qualitativo, Toyota punta su materiali eco-sostenibili ma curati: pelle sintetica, inserti effetto camoscio e tessuti realizzati con PET riciclato. L’insieme restituisce una sensazione premium senza perdere di vista la sostenibilità.

Toyota C-HR+ (2026) - Interni

Toyota C-HR+ (2026) - Interni

Foto di: Toyota

A livello di design, la plancia è pulita e orizzontale, con il quadro strumenti digitale da 7” posizionato in alto per non distogliere lo sguardo dalla strada, mentre al centro domina il display da 14”, vero hub dell’esperienza di bordo.

Non mancano dettagli che fanno la differenza nella vita quotidiana: illuminazione ambientale a 64 colori, tetto panoramico (optional) e una dotazione completa anche per i passeggeri posteriori, con porte USB-C da 60 W complessivi e controlli dedicati del clima.

Toyota C-HR+, la guida

Quando una prova dinamica viene preceduta dalla presentazione stampa ci si mette dietro al volante sempre un po' più decisi a cercare un motivo smentita alle parole, giustamente "trionfalistiche" degli ingegneri che esaltano il loro lavoro. Per la C-HR+ queste parole sono state spese soprattuto su assetto e dinamica di guida. Bene ci credete che ho fatto un po' fatica a trovare il cosiddetto pelo nell'uovo? 

Su strada, la Toyota C-HR+  mi ba subito dichiarato la sua natura: quella di un’elettrica "nativa", non adattata. La piattaforma eTNGA, con la batteria posizionata sotto il pianale, abbassa sensibilmente il baricentro e aumenta la rigidità della struttura (+30%), con effetti evidenti soprattutto al volante che risulta molto preciso (a volte anche troppo), leggermente, "pesante" ma molto piacevole da manovrare.

Toyota C-HR+ (2026) - Dinamica

Toyota C-HR+ (2026) - Dinamica

Foto di: Toyota

L’auto è stabile, ben piantata a terra e meno soggetta a rollio rispetto a molti SUV della stessa categoria. La taratura delle sospensioni è stata sviluppata con un obiettivo di trovare un equilibrio tra comfort e dinamica, e il risultato è una risposta progressiva che assorbe bene le asperità senza diventare troppo morbida tra le curve.

Forse si poteva fare qualcosa di più per la posizione di guida un po' troppo simile a quella di una Casa francese che costringe a tenere il volante un po' basso, sotto il cluster degli strumenti, a scapito di una impostazione più sportiva e di maggiora controllo.

Toyota C-HR+ (2026) - Dinamica

Toyota C-HR+ (2026) - Dinamica

Foto di: Toyota

La guida ovviamente della tipica prontezza dell’elettrico, resa ancora più efficace dai nuovi eAxle compatti e dall’elettronica di gestione. Nella versione a trazione anteriore, più orientata all’efficienza, il comportamento è fluido. Personalmente ho apprezzato molto la modalità ECO che rende ancora più progressiva l'erogazione dell'energia e dei 224 CV senza penalizzare però lo scatto quando serve, con consumi rilevati intorno ai 14 kWh/100 km, un valore competitivo se consideriamo il dichiarato in 13,5 kWh/100 km, con cerchi da 18'', per un'autonomia complessiva con la batteria da 77 kWh di 607 km.

Toyota C-HR+ (2026) - Dinamica

Toyota C-HR+ (2026) - Dinamica

Foto di: Toyota

Salendo sulla variante AWD, la potenza sale fino a 343 CV e cambia anche il carattere: la distribuzione attiva della coppia tra i due assi migliora ulteriormente la motricità e la stabilità, soprattutto su fondi a bassa aderenza, mentre l’accelerazione diventa decisamente più brillante. In questo caso i consumi rilevati si attestano intorno ai 15,5 kWh/100 km, leggermente superiori rispetto alla versione a due ruote motrici ma coerenti con le prestazioni e soprattutto molto simili al dichiarato il che denota un maggiore efficienza di questa confiugurazione.

A completare il quadro c’è la frenata rigenerativa regolabile su 4 livelli, che permette di modulare il recupero di energia una funzione che ho trovato utile anche se si apprezza sopratutto negli ultimi due step e comnunque non consente un guida "one pedal"

Toyota C-HR+, la connettività e la telematica

La Toyota C-HR+ gioca una partita importante anche sul fronte digitale, con un ecosistema pensato per accompagnare l’utente dentro e fuori dall’auto. Il sistema multimediale con display da 14” integra navigazione cloud e connettività wireless con Apple CarPlay e Android Auto, mentre l’assistente vocale attivabile con “Hey Toyota” permette di gestire funzioni come clima, navigazione e media senza togliere le mani dal volante.

Ma è soprattutto l’integrazione con l’app MyToyota a voler fare la differenza. Da smartphone è possibile monitorare lo stato di carica, programmare la ricarica in base a orari o costi dell’energia e gestire da remoto la climatizzazione dell’abitacolo.

Toyota C-HR+ (2026) - Interni

Toyota C-HR+ (2026) - Interni

Foto di: Toyota

Non manca una funzione di navigazione dedicata ai BEV, che suggerisce automaticamente le soste di ricarica lungo il percorso in base all’autonomia residua e aggiorna le indicazioni in tempo reale. A questo si aggiunge la possibilità di inviare destinazioni all’auto direttamente dal telefono con la funzione “Send to Car”.

Il sistema si integra anche con l’ecosistema di ricarica Toyota, permettendo l’accesso a reti pubbliche europee e una gestione completa della wallbox domestica, trasformando la connettività in uno strumento concreto per semplificare la vita quotidiana con un’auto elettrica.

Toyota C-HR+, le batterie e la ricarica

La Toyota C-HR+ è proposta con una strategia “dual battery” che punta a coprire esigenze molto diverse, senza complicare la gamma. Le due batterie agli ioni di litio – da 57,7 e 77 kWh – sono entrambe integrate nel pianale e condividono una gestione termica evoluta, pensata per mantenere prestazioni costanti anche in condizioni climatiche difficili.

Sul fronte della ricarica, la dotazione è completa e allineata alle aspettative del segmento. In corrente continua si arriva fino a 150 kW, con un tempo dichiarato per passare dal 10 all’80% di circa 28 minuti, mentre in AC si parte da 11 kW fino a 22 kW sulle versioni più ricche, riducendo sensibilmente i tempi domestici o su wallbox.

Toyota C-HR+ (2026) - Dinamica

Toyota C-HR+ (2026) - Dinamica

Foto di: Toyota

Interessante il lavoro fatto sull’efficienza reale: il sistema di precondizionamento della batteria permette di ottimizzare la velocità di ricarica anche a basse temperature, anticipando il riscaldamento delle celle quando si imposta una colonnina come destinazione. A questo si aggiungono funzioni di raffreddamento e gestione termica attiva che mantengono la batteria nel range ideale.

Dal punto di vista dell’utilizzo quotidiano, la navigazione dedicata ai BEV è in grado di pianificare automaticamente le soste di ricarica, aggiornandole in tempo reale in base ai consumi effettivi. Un approccio che rende l’esperienza più simile a quella di un’auto tradizionale, eliminando buona parte dell’ansia da autonomia.

Toyota C-HR+, i prezzi

La gamma della Toyota C-HR+ è composta da tre allestimenti ben distinti: C-HR+, Icon e Premium – ciascuno associato a una specifica configurazione tecnica. Il listino parte da 40.800 euro per la versione d’ingresso con batteria da 57,7 kWh e motore da 167 CV a trazione anteriore.

Al centro si colloca la Icon, che adotta la batteria più grande da 77 kWh e una potenza di 224 CV, con un prezzo di 43.800 euro, rappresentando la variante più orientata all’autonomia.

Toyota C-HR+ La gamma

Toyota C-HR+ La gamma

Foto di: Toyota

Al vertice della gamma c’è la Premium, unica con trazione integrale e doppio motore per una potenza complessiva di 343 CV, proposta a 49.800 euro.

Al lancio sono previste anche formule promozionali che abbassano il prezzo d’attacco fino a circa 36.950 euro, con la possibilità di scendere ulteriormente sfruttando eventuali incentivi statali, che possono ridurre sensibilmente il costo nelle versioni a trazione anteriore.

A completare l’offerta, Toyota include soluzioni dedicate all’elettrico come la wallbox domestica (con installazione) e propone formule finanziarie e di noleggio pensate per rendere più accessibile l’ingresso nella mobilità a batteria.

Fotogallery: Toyota C-HR+ (2026)