Toyota C-HR, il SUV compatto che si fa notare [VIDEO]

Meglio tardi che mai: non sappiamo se anche in Giappone si usi dire così, ma di sicuro il concetto si può applicare alla C-HR. Perché? Semplice: se la RAV4 è stato uno dei primissimi SUV medi, la CH-R, SUV compatto, è uno degli ultimi. Il segmento, per capirci, è quello della Nissan Qashqai e di tutte le macchine che ne hanno imitato la formula. E siccome la C-HR ci arriva solo adesso, in Toyota hanno deciso di giocare la carta dell’originalità. L’abbiamo provata in Spagna, ecco come va.


Com’è


Il design ha del clamoroso, soprattutto se si pensa che si tratta di una Toyota. Addirittura, dal vivo la C-HR è ancora più appariscente che in foto. Per strada non puoi non notarla, perché la carrozzeria è un continuo alternarsi di curve e spigoli, archi e linee rette. E poi guardate il montante posteriore. Così largo in pochi lo hanno fatto prima, al punto che il finestrino posteriore si riduce a una fessura. Dentro, lo spazio è simile a quello che offrono le rivali, con il vantaggio di avere il pavimento completamente piatto, che rende più facile la vita a chi dovesse sedersi dietro in mezzo. Sotto la media invece il bagagliaio: 377 litri, contro per esempio i 430 della Qashqai. Detto questo, meglio come sempre viaggiare in 4, perché tre adulti, dietro, non hanno tutto questo spazio per spalle e gomiti. Quanto alla qualità, ottimo l’assemblaggio...