Citroen C1, su strada con la nuova city-sbarazzina

La C1 è quella con le sopracciglia. Forse è per questo che delle tre gemelline targate Citroen-Peugeot-Toyota, lei m’ispira particolarmente simpatia. Il suo sguardo è sbarazzino, giovanile, come vuole la migliore tradizione delle piccole Citroen. Che in Italia sono gradite (la vecchia C1 ha conquistato ben 140 mila clienti) tanto per lo stile quanto per la loro concretezza. La nuova C1 – come le sue cugine – non delude neanche in tal senso: è pratica, economica (da mantenere) e ancora più confortevole. Ora vi dico perchè.

100% CITYCAR

Dunque la seconda generazione della C1 non ha perso i suoi punti di forza. In primis la compattezza: 3,46 metri di lunghezza sono la dimensioni ideali per muoversi in città senza rinunciare alla possibilità di trasportare 3 passeggeri (la C1 è omologata per 4) e alla comodità delle 5 porte che sembrano entrare giuste giuste nel disegno della fiancata. Dunque che l’auto è piccola si vede, ma si sente meno quando si sale a bordo. Davanti lo spazio è più che sufficiente e beneficia della possibilità di regolare sia il volante (solo in altezza) che il sedile in tutte le direzioni. Dietro si sta come su una citycar, ovvero un po’ sacrificati se si è adulti, bene se si è ragazzini. Più precisamente lo spazio c’è per la gambe, ma scarseggia in altezza: gli over 1 e ottanta toccano il padiglione con la testa. Il bagagliaio è proporzionato di conseguenza con una capacità di 161 litri che diventano circa 800 abbattendo i sedili posteriori.

COLORATISSIMA

Vi ho...