Venerdì 17 e la sfortuna in auto, i miti da sfatare
Tutti i racconti-bufale legati a un giorno particolare
Prendete il numero 17, unitelo al venerdì e vien fuori un cocktail sfortunato, stando ai superstiziosi. E in Italia ce ne sono molti, secondo un sondaggio di Facile.it il 44% dei patentati ammette di ricorrere ad amuleti, portafortuna o scaramanzie. E non mancano i rimedi contro il destino avverso. Alcuni intervistati hanno dichiarato che, se a fine percorso il contachilometri segna una cifra che termina in questo modo, fanno un'altra strada per arrivare a 18; altre persone, le più radicali, scelgono addirittura di non guidare di venerdì 17 e lasciano l'auto in garage. Oggi abbiamo quindi pensato di analizzare caso per caso e sfatare qualche superstizione svelandone l'origine.
Scaramanzie bizzarre
#1. Il significato del numero 17. Ma perché si dice che viaggiare di venerdì 17 porta sfortuna? Il 17 si trova fra il 16 e il 18, perfetti per rappresentare i quadrilateri (4×4 e 3×6). Senza contare che, stando all'Antico Testamento, il diluvio universale cominciò il 17 del secondo mese. Secondo la Bibbia poi, Gesù di venerdì sarebbe morto. Infine, la battaglia di Teutoburgo del 9 dopo Cristo (Romani contro Germani), finì con l'annientamento di diverse legioni: anzitutto, la numero 17; poi la 18 e 19. Non ultimo, il 17 nella smorfia napoletana è sinonimo di disgrazia. Ovviamente, anche se non ci sarebbe bisogno di dirlo, non c'è nessun fondamento scientifico a tutto questo. Dal punto di vista statistico, non emergono incidenti o sventure particolari il 17 del mese. Al contrario, nella Cabbala ebraica, il 17 è un numero propizio.
#2. Il gatto nero. Al di là del venerdì 17, c'è poi la credenza popolare legata al gatto nero: se attraversa la strada prima del passaggio di qualcuno, quello sfortunato avrà una qualche conseguenza negativa. Un'invenzione legata al fatto che i gatti neri erano imbarcati sulle navi dei pirati perché erano considerati più abili nel dare la caccia ai topi: vederne uno per strada equivaleva a dire che una nave pirata era nei paraggi. Nel Medioevo poi, il gatto nero era considerato amico delle streghe. A proposito di viaggi il gatto nero era poco visibile al buio per via del colore e faceva imbizzarrire i cavalli, che scaraventavano i cavalieri a terra. Di contro, in diversi Stati europei, i gatti neri vengono considerati portatori di fortuna.
#3. Peperoncini... Quante volte avrete visto un peperoncino appeso allo specchietto retrovisore centrale: il motivo? Stando ai proprietari di quelle auto, favorirebbe viaggi sicuri e tranquilli, portando fortuna. Infatti, il corno è un amuleto italiano, efficace contro malocchio e iettatura. È ritenuto di buon auspicio perché emblema di fertilità e virilità, del colore che richiama il sangue e il fuoco. Analogamente, il ferro di cavallo porta fortuna: l'origine di questa tradizione consiste nella leggenda di Saint Dunstan: un fabbro che divenne arcivescovo di Canterbury nel 959 che inchiodò il diavolo con un ferro di cavallo. Manco a dirlo, credenze popolari.
Il ruolo del Cicap
A combattere queste e altre credenze ben più gravi c'è il Cicap: il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze. È un'organizzazione di volontari che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti delle pseudoscienze, del paranormale, dei misteri e dell'insolito. Nasce nel 1989 per iniziativa di Piero Angela e di un gruppo di scienziati, intellettuali e appassionati. Solo per fare un esempio della enorme attività di questa organizzazione, a fine 2016 il Cicap ha scrupolosamente verificato le previsioni rilasciate da astrologi e veggenti alla fine del 2015 e nel corso del 2016. Ed ecco la riconferma: impossibile prevedere il futuro. Fra l'altro, in un misto di scaramanzie e previsioni, c'era la fine del mondo per giugno 2016...
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