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Il free flow in autostrada è comodo ma bisogna fare attenzione

Il sistema free flow sulle tratte A33, A36, A59 e A60 usa portali con telecamere e impone il pagamento entro 15 giorni dal transito

Free flow autostrada
Foto di: A33 Asti-Cuneo
Massimo Grassi Massimo Grassi

Casello autostradale sparito, portale con telecamera sopra la carreggiata, niente sbarre da alzare e abbassare. Il free flow in autostrada è già realtà su alcune tratte italiane e sta cambiando il modo in cui si paga il pedaggio: l’auto non si ferma, ma il conteggio del viaggio scatta lo stesso, basandosi solo sulla targa.

Questo sistema copre oggi meno di 200 km su oltre 6.000 km di rete autostradale a pagamento, ma chi lo incontra per la prima volta rischia errori, dimenticanze e soprattutto multe salate se non rispetta i termini. Capire come funziona la lettura automatica, dove è attivo e cosa accade senza pagamento consente di muoversi senza sorprese.

Cos'è il free flow e come funziona

Il free flow (il significato è "flusso libero") è un sistema di pedaggio senza caselli che usa portali con sensori e telecamere per identificare il veicolo in transito. Quando l’auto passa sotto il portale, il sistema rileva la targa e la categoria del veicolo, abbina l’ingresso all’uscita e calcola automaticamente l’importo da pagare in base alla tratta percorsa, senza bisogno di biglietto.

Per chi ha dispositivi come Telepass, Unipolmove e Mooneygo il pedaggio viene addebitato in modo simile a quanto accade sulle tratte tradizionali, mentre gli utenti senza Telepass devono saldare entro 15 giorni. Sistemi di lettura automatica simili sono già utilizzati per altre infrastrutture, come le telecamere intelligenti sulla Fi-Pi-Li per il monitoraggio del traffico e delle violazioni.

Il free flow senza Telepass

I sistemi di telepedaggio quindi si rivelano essere comodi non solo in presenza di normali caselli, ma anche sulle autostrade free flow: permettono infatti di pagare immediatamente il pedaggio senza doversene ricordare in un secondo momento.

Come detto se si percorrono autostrade con sistema free flow e non si dispone di sistemi come Telepass, Unipolmove o Mooneygo si hanno 15 giorni per pagare il pedaggio. Per farlo tramite ci si può collegare ai portali web delle concessionarie, scaricare le app dedicate o recarsi presso punti fisici convenzionati. Il pagamento online è facile e veloce, basta inserire il numero di targa e si verrà indirizzati alla pagina per il pagamento.  

Attenzione poi alle truffe: come indicato sul sito ufficiale della Pedemontana può capitare di vedersi recapitare, tramite sms, Whatsapp o email, un messaggio che invita a pagare il pedaggio. Potrebbe trattarsi di phising, ovvero una modalità di truffa nella quale malintenzionati fingono di essere enti ufficiali per richiedere soldi e rubare i dati della carta di credito. Nel caso in cui doveste ricevere messaggio del genere l'invito è quello di verificare sempre l'eventuale mancato pagamento sul sito ufficiale della concessionaria.

Free flow: dove è attivo oggi sulle autostrade italiane

Il pagamento free flow è presente su un numero limitato di tratte autostradali italiane. Rientrano tra queste la A33 Asti-Cuneo, la Pedemontana Lombarda (A36), le tangenziali di Como (A59) e Varese (A60), oltre al raccordo Ospitaletto-Montichiari, noto come Corda Molle, collegato alla A21 Piacenza-Brescia. Su queste infrastrutture il transito avviene senza caselli fisici tradizionali.

Nel primo semestre 2026 la A33 ha completato l’ultimo lotto tra Alba Ovest e Cherasco, rendendo interamente percorribile la tratta gestita con pedaggio free flow. Su queste autostrade il calcolo dell’importo da pagare segue le logiche classiche di distanza e classe del veicolo, analoghe a quelle usate per il calcolo del pedaggio autostradale tradizionale, ma con tutta la parte di rilevazione gestita in modo automatico.

  • A33 Asti - Cuneo
  • A33 Alba Ovest - Cherasco
  • A36 Pedemontana Lombarda
  • A59 Tangenziale di Como
  • A60 Tangenziale di Varese
  • Raccordo Ospitaletto - Montichiari

Free flow: cosa succede se non si paga entro i termini

Come detto per gli utenti senza sistemi di telepedaggio il pedaggio va pagato entro 15 giorni dalla data del transito. Se il pagamento non avviene entro tale termine, parte un sollecito che riporta importo dovuto e modalità per regolarizzare la posizione, con tempi più stretti e oneri aggiuntivi.

Se il pedaggio continua a non essere pagato dopo il sollecito si entra sul terreno delle sanzioni amministrative: l’importo è compreso tra 87 e 344 euro, con la decurtazione di due punti patente a carico dell’intestatario del veicolo. Uno scenario tipico è quello di un transito su tratte brevi, magari durante le vacanze, con il pagamento rinviato e poi dimenticato.