Al Salone di Ginevra verrà svelata la nuova generazione, la sesta. Ripercorriamo insieme le tappe delle altre 5

Nel 1982 l’Italia vince i Mondiali di calcio in Spagna, battendo 3 a 1 in finale la Germania. Germania Ovest per la precisione, perché il Muro di Berlino è ancora in piedi a dividere non solo la città, ma anche, idealmente, il mondo in due parti, contrapposte nella Guerra Fredda. Scusate la digressione “nazional-popolare-storica” ma serve a capire quanto lunga sia la carriera della Opel Corsa, che nasce proprio nel 1982. Un’auto che prima non c’era nella gamma del marchio tedesco, nata per colmare il vuoto lasciato dalla Kadett, dapprima utilitaria e poi, negli anni, cresciuta al punto da diventare una rivale della VW Golf. Obiettivo dei progettisti, quando si mettono al lavoro su quella che poi diventerà la Corsa, è quello di contenere i costi, di acquisto e di gestione, garantire la massima affidabilità e stare entro dimensioni compatte. 37 anni dopo, la Corsa è ancora qui con noi e al Salone di Ginevra si svelerà su una base completamente nuova, la stessa della nuova Peugeot 208, dopo il passaggio di Opel a PSA.

Partiamo dalla… Fine

Ufficialmente, la Corsa tuttora nei concessionari è la quinta, la E come piace catalogare le varie generazioni a Opel. Nata nel 2014, è in realtà basata sulla piattaforma condivisa con l’allora Fiat Grande Punto (che invece non avrà un'erede) del 2005, da cui nasce anche la Corsa D, del 2006. Sia chiaro: nulla da dire sulle qualità della piccola tedesca, tuttora al top per solidità costruttiva, affidabilità e comportamento stradale.

Solo, il tempo passa per tutti e, sfruttando anche le sinergie con PSA, è tempo di cambiare. La nuova piattaforma permetterà per esempio di avere anche una versione elettrica, ormai irrinunciabile, ma farà a meno - e pochi ne sentiranno la mancanza - della carrozzeria a 3 porte, che con le Corsa D ed E è quasi una versione a sé stante, una sorta di coupé.

Altri segni particolari della Corsa “by Fiat” sono lo sforamento, per la prima volta, dei 4 metri di lunghezza, che non si accompagna a un proporzionale aumento dello spazio interno (per ragioni di sicurezza passiva, premiata infatti nel 2006 con le 5 stelle EuroNCAP), e la disponibilità del portabici che si estrae dal gancio traino (ora non più disponibile). Non mancano le versioni cattive OPC, con motore turbo.

Opel Corsa, le foto storiche
Opel Corsa, le foto storiche

E torniamo all’inizio

Rifacciamo ora un salto al 1982, a quando tutto nasce. Pensate: la Corsa è cresciuta la bellezza di 40 cm. Oggi misura 4,02 metri, la prima solo 3,62. Il peso? Dai 745 kg originari ai 1.120 della 3 porte con motore 1.2 dell’attuale. Detto questo, la Corsa A è tutto tranne che “dimessa”: i passaruota sono bombati e la versione sportiva GSi rende loro il giusto merito, grazie ai 100 CV del suo motore.

I numeri di mercato li fanno comunque le versioni normali: 3,1 milioni di automobilisti la scelgono, in 11 anni di carriera. La prima Corsa è “oro colato” per Opel anche perché, grazie a una legge fiscale molto favorevole della Spagna, i tedeschi decidono di produrla vicino a Saragozza, in cambio di agevolazioni economiche molto forti. Insomma, il forte investimento sostenuto per sviluppare la sua prima trazione anteriore, Opel lo recupera alla grande.

Opel Corsa, le foto storiche
Opel Corsa, le foto storiche

Corsa B, quella al femminile

A guardare la Corsa del 1982, non si direbbe che quella del 1993 sia ancora una… Corsa. Se la prima era tutto un ammiccare a lui, la seconda, tutta arrotondata, strizza l’occhio a lei. Dove c’erano passaruota gonfiati e segati di netto, le linee sono ora morbide e raccordate. I fanali? Da squadrati ad arrotondati.

Soprattutto, per piacere alle donne, la Corsa cresce; fuori, certo, ma soprattutto dentro, perché i figli devono stare comodi e anche la mamma è giusto che non affatichi troppo la schiena per metterli dentro. Netta inoltre la differenza di stile tra 3 e 5 porte: i fari posteriori sono a goccia per la 3 porte, verticali per la 5 porte e tutta la parte posteriore della carrozzeria ha proporzioni differenti.

La grande novità della Corsa B si chiama station wagon. L’album delle auto belle difficilmente le farà mai posto, ma in anni in cui le SW vanno alla grande è un’intuizione felice. Risultato: in 7 anni sul mercato, la Corsa viene scelta da più di 4 milioni di automobilisti. Si fa bene a dar retta alle donne, no?

Opel Corsa, le foto storiche
Opel Corsa, le foto storiche

Ci dà di nuovo un taglio

La mano è la stessa che ha disegnato la Corsa B, quella di Hideo Kodama, ma ha riposto il compasso e preso righello e squadra: la Corsa C è caratterizzata da tagli netti e da altri 10 cm in  più di lunghezza (dopo i 10 messi su dalla B rispetto alla A).

Tecnicamente, da segnalare l’arrivo dell’iniezione diretta per i motori diesel e l’adozione della testata a 4 valvole per cilindro su tutti i propulsori. Un po’ il design - meno convincente - un po’ l’abbandono della variante familiare, la Corsa C si ferma, si fa per dire, a 2,5 milioni di esemplari.

Opel Corsa, le foto storiche
Opel Corsa, le foto storiche

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