Quindi in Italia si può circolare con targa estera
Di base no, ma non mancano le eccezioni, da registrare al REVE. Ecco tutto quello che c'è da sapere
Il caso delle auto immatricolate in Polonia e presenti (in gran numero) a Napoli ha riportato all'attenzione di molti la questione della circolazione in Italia a bordo di auto con targa estera. Si può o non si può? Non esiste una risposta breve. La legge infatti dice che, dal 2022, le auto di proprietà di residenti in Italia devono avere una targa italiana, anche se naturalmente non mancano le eccezioni. Ecco tutto quello che bisogna sapere.
Targa estera: cosa dice la legge
A regolamentare la legge sulle targhe auto ci pensa l'articolo 93 bis del codice della strada, riformato il 21 marzo 2022. Il testo recita:
Fuori dei casi di cui al comma 3, gli autoveicoli, i motoveicoli e i rimorchi immatricolati in uno Stato estero di proprietà di persona che abbia acquisito residenza anagrafica in Italia sono ammessi a circolare sul territorio nazionale a condizione che entro tre mesi dall’acquisizione della residenza siano immatricolati secondo le disposizioni degli articoli 93 e 94.
La nuova Mercedes Classe C con targa tedesca
McLaren W1 con targa UK
Quindi se si è residenti in Italia l'auto in proprio possesso deve avere una targa italiana, anche se immatricolata in altro Stato. Novità introdotta come detto nel 2022 nata per contrastare la "furbizia" delle immatricolazioni estere usate per eludere tasse e sanzioni, esattamente come succede a Napoli con le targhe polacche.
Come detto però esistono delle eccezioni. E qui entra in gioco il REVE.
REVE: che cos'è
Sigla di Registrazione Veicoli Esteri è di fatto la versione per auto non immatricolate in Italia del PRA (Pubblico Registro Auto). Si tratta di un elenco dove vengono registrati tutti i veicoli immatricolati all’estero per i quali non vale la regola della targa italiana.
L'iscrizione è obbligatoria per i soggetti residenti in Italia che utilizzano, senza esserne gli intestatari, un veicolo immatricolato all'estero per oltre 30 giorni all’anno. La registrazione al REVE può avvenire presso gli uffici del PRA, uno studio di consulenza automobilistica, un’agenzia di pratiche auto o una Delegazione ACI. Nel primo caso potete prenotare un appuntamento tramite servizio online.
Targa svedese
Targa coreana
Iscrizione al REVE, cosa serve
Ecco l'elenco completo dei documenti necessari per l'iscrizione al REVE:
Soggetto residente in Italia che utilizza (senza essere intestatario) un veicolo per oltre 30 giorni all’anno, anche non continuativi, immatricolato all'estero:
- istanza compilata e firmata
- copia del documento di identità/riconoscimento dell’utilizzatore o del rappresentante legale della ditta utilizzatrice, in corso di validità
- copia della carta di circolazione estera (in caso di paese ExtraUE è necessaria la traduzione giurata)
- tessera sanitaria (o tessera codice fiscale) dell’utilizzatore non necessaria in caso di possesso di CIE in corso di validità
- titolo (di data certa) comprovante il legittimo utilizzo del veicolo, in lingua italian
- ricevuta del pagamento – esclusivamente dell’importo IPT – effettuato tramite pagoPA
Veicolo di proprietà di lavoratore autonomo o subordinato che presta la propria attività lavorativa in uno Stato confinante o limitrofo con l’Italia
- istanza compilata e firmata
- copia del documento di identità/riconoscimento in corso di validità del proprietario del veicolo
- copia della carta di circolazione estera (in caso di paese ExtraUE è necessaria la traduzione giurata)
- l’atto/contratto (di data certa) di acquisto del veicolo (necessario solo nel caso in cui la Carta di Circolazione estera non sia già intestata al “lavoratore in Paesi confinanti/limitrofi”).
- tessera sanitaria (o tessera codice fiscale) del lavoratore non necessaria in caso di possesso di CIE in corso di validità
- documentazione comprovante l’attività lavorativa prestata in un paese confinante/limitrofo
- eventuale dichiarazione sostitutiva di atto notorio (solo per dati non inseriti nell’istanza)
ricevuta del pagamento – esclusivamente dell’importo IPT – effettuato tramite pagoPA.
Iscrizione al REVE: quanto costa
L'iscrizione al REVE ha costi fissi e variabili. I primi sono pari a:
- 27 euro per emolumenti ACI
- 16 euro di imposta di bollo
A loro va sommata la cifra dell'Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT), il cui importo varia a seconda del tipo di veicolo e della provincia di residenza.
Per la documentazione e ulteriori informazioni potete collegarvi al sito ufficiale del REVE.
Chi non deve iscriversi al REVE
A questo punto però subentra un'altra regola: non tutte le auto immatricolate all'estero e utilizzate per più di 30 giorni in un anno devono essere iscritte al REVE. Ci sono quindi vari tipologie di esclusioni per l'iscrizione al REVE:
- cittadini residenti nel Comune di Campione d’Italia
- personale civile e militare dipendente da pubbliche amministrazioni in servizio all’estero e loro familiari conviventi all’estero
- personale delle Forze Armate e di Polizia in servizio all’estero presso organismi internazionali o basi militari e loro familiari conviventi all’estero
- conducenti residenti in Italia da oltre 60 giorni che si trovano alla guida di veicoli immatricolati nella Repubblica di San Marino e nella disponibilità di imprese aventi sede nel territorio sanmarinese, con le quali sono legati da un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione continuativa.
- qualora il proprietario del veicolo residente all’estero sia a bordo
- veicoli immatricolati all’estero, condotti sul territorio italiano, dal lavoratore dipendente residente in Italia, solo ed esclusivamente per l’espletamento della propria attività lavorativa. In questo caso il conducente dovrà tenere a bordo, per eventuali controlli su strada, la documentazione attestante l’utilizzo del mezzo dell’impresa in qualità di dipendente
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