Il portabici oscura la targa? Rischi multe e fermo auto
Qui le regole su targa, luci e peso per viaggiare con la bici e non prendere sanzioni
Weekend in bici, portabici montato e si parte. Ma attenzione: quel supporto fissato al portellone può costare caro se copre la targa o i fari dell'auto. Sempre più automobilisti lo usano per raggiungere piste ciclabili e sentieri, ma il portabici per auto non è considerato un semplice accessorio dal Codice della strada: è a tutti gli effetti un carico e, come tale, deve rispettare regole ben precise.
Gli errori più comuni? Montarlo senza seguire le istruzioni, trasportare più peso del consentito oppure nascondere, anche solo in parte, targa e luci posteriori. Basta uno di questi dettagli per rischiare una multa e, nei casi più seri, persino il fermo dell'auto.
Per evitare brutte sorprese è fondamentale verificare i limiti di peso dell'auto, scegliere un portabici compatibile e assicurarsi che tutti i dispositivi di illuminazione e la targa restino sempre ben visibili. Pochi controlli prima di partire possono fare la differenza tra una gita perfetta e una sanzione.
Cosa dice la norma su sagoma, targa e luci
Il Codice della strada non elenca un “articolo portabici”, ma usa le regole generali su carichi e dispositivi del veicolo. L’articolo 169 stabilisce che il carico complessivo non deve superare i limiti indicati in carta di circolazione, mentre l’articolo 62 disciplina la massa massima a pieno carico in base agli assi. Portabici e biciclette rientrano quindi nel peso totale ammesso, incluso il gancio traino se presente.
Per sagoma e visibilità, vale la regola base: il portabici non deve nascondere in modo permanente targa, luci posteriori e dispositivi di segnalazione. Se il supporto copre del tutto la targa originale, entra in gioco il cosiddetto ripetitore di targa con relativo gruppo ottico. Inoltre, le bici vanno fissate in modo da non sporgere lateralmente oltre il profilo dell’auto e da non interferire con l’apertura corretta del portellone o con la linea di tiro dei proiettori posteriori, punto spesso trascurato quando si montano strutture universali adattate alla meglio.
Quando serve il ripetitore di targa
Il ripetitore di targa è obbligatorio quando il portabici, soprattutto se fissato al gancio traino, oscura del tutto la targa o il gruppo ottico originale. La disciplina generale sui dispositivi applicati posteriormente equipara di fatto i portabiciclette sul gancio ai portabagagli posteriori: se coprono targa e luci devono avere un proprio pannello con targa ripetitrice e gruppo ottico collegato all’impianto elettrico dell’auto.
In pratica, se il portabici lascia la targa perfettamente leggibile e le luci posteriori intere visibili, non serve alcun ripetitore. Quando invece, a portabici carico, la visibilità è anche solo parziale, la soluzione corretta è un portabici omologato con barra luci e spazio per la targa ripetitrice, da collegare all’impianto elettrico dell’auto.
Limiti di carico e visibilità da rispettare
I limiti di carico con il portabici montato sono due: quello indicato sulla carta di circolazione, che non va mai superato considerando anche passeggeri e bagagli, e quello previsto dal costruttore del portabici o del gancio traino. Le bici non possono trasformare l’auto in un veicolo fuori categoria: un portabici agganciato a un gancio traino, per esempio, deve restare entro la portata massima dichiarata per quel dispositivo, proprio come accade per il rimorchio usato nel trasporto agricolo.
Un altro vincolo spesso ignorato riguarda la visibilità in marcia e in sosta. L’articolo 158 vieta la sosta che oscura segnali e semafori: un portabici troppo sporgente, parcheggiato a ridosso di un incrocio, può interferire con la visibilità di chi arriva da dietro. Lo stesso vale per le manovre: se il carico dietro riduce drasticamente la visuale negli specchietti o ostacola le telecamere, conviene rivedere il numero di bici caricate o la posizione, adottando accorgimenti tipici di chi maneggia rimorchi e trasporti agricoli anche in ambito urbano.
Errori comuni che fanno rischiare multe
Gli errori più diffusi con i portabici posteriori riguardano la targa parzialmente coperta, le luci meno visibili e la sporgenza eccessiva. Capita spesso che la bici più esterna “tagli” una parte dei fari o dei catarifrangenti: in quel caso la modifica va considerata a tutti gli effetti un’alterazione non consentita, con rischio di sanzioni simile a chi interviene sul veicolo con tuning non conforme alle regole italiane. Ugualmente rischioso è fissare supporti da tetto improvvisati o barre portacarico non omologate, trattando la bici come un semplice bagaglio.
Un altro errore tipico è non calcolare la variazione di ingombro in autostrada o nei parcheggi multipiano: se il portabici sporge troppo, l’auto può avvicinarsi eccessivamente ad altri veicoli in colonna o urtare barriere di protezione. Chi alterna bici e valigie sulla stessa auto deve ragionare con la stessa attenzione dedicata al portapacchi, qui trovate le regole e i limiti di sicurezza.
Consigliati per te
Portapacchi auto: regole, limiti e sicurezza sulla strada
Le foto della nuova Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio
Patente a 17 anni? Salvini apre la riforma del Codice della strada
Nissan Micra, addio ansia da autonomia: ecco perché
Dove sono gli Autovelox spenti in Italia
Toyota ha già in programma una coupé ancora più estrema
La multa salata per chi fa retromarcia al casello autostradale