Lamborghini Aventador Roadster: astenersi cardiopatici

Puff Daddy apprezzerà. Con lui Mario Balotelli, Cristiano Ronaldo e Fabrizio Corona... Beh no, Corona avrebbe apprezzato. Lo avrete capito, la Lamborghini Aventador Roadster è vietata ai timidi e agli amanti dell'understatement: una caratteristica comune a tutta la produzione di Sant'Agata Bolognese, certo, ma che nel caso della hyper-car tocca apici forse mai raggiunti dai "tori" del passato e del presente. La questione non è solamente estetica - e già ce ne sarebbe per far girare la testa persino al meno interessato alle automobili - ma anche acustica: gli scarichi emettono vibrazioni che suonano come una dichiarazione di guerra, prima ancora che come manifesto di eccellenza tecnologica italo-tedesca. Roba da pelle d'oca.

GUEST STAR SULLA OCEAN DRIVE

In quel di Miami, dove la Lamborghini ha deciso di far debuttare la sua ultima scoperta, all'ostentazione sono abituati; un pick-up da 6 metri x 2,5, nero e con cerchi cromati da 23", non desta il minimo stupore. Ma "lei" sì. Bassa, larga oltre misura e di una cattiveria feroce, la creatura del Toro è una vera calamita per gli sguardi persino da queste parti. Avere il privilegio di viverla da dentro, poi, significa vivere emozioni uniche anche viaggiando all'1% del potenziale della vettura. Il merito è del sedile che avvolge guidatore e passeggero in un abbraccio da vettura da corsa, della strumentazione volutamente ispirata a quella degli aerei e alla posizione di guida che sfiora l'asfalto. E pazienza se l'adozione del cambio e...