Lexus NX, beati gli ultimi

Il ritardo è di dieci anni tondi tondi: la BMW X3 di prima generazione fa il suo debutto nel 2004, dando vita al segmento delle SUV medie di fascia premium. Alla spicciolata, nel listino arrivano poi la Mercedes GLK, l'Audi Q5 e la seconda generazione di X3, che ha avuto anche il tempo di farsi un lifting di mezza età. Poco male. I giapponesi ci hanno abituato a un approccio “singolare” con le tempistiche del mercato, giustificato ampiamente, peraltro, dalle peculiarità del prodotto Lexus NX: la più ovvia è la trazione ibrida, ma non è l'unica. L'altra, se non forse la principale, è il design a dir poco di rottura. Ci sono poi sistemi inediti (almeno per la Casa) di interfaccia uomo-macchina e un temperamento che, a detta del presdiente Akio Toyoda, farà ricredere tutti quelli che pensano che le Lexus siano auto noiose.

 

Sguardo felino

 

Se si parla di design, non si può non comincare dal muso: sottile, affilato, spigoloso. Un biglietto da visita che mi colpisce subito e che cattura l'attenzione di molti, per le strade attorno a Vienna lungo le quali si svolge il test drive in anteprima mondiale. A calamitare lo sguardo sono in particolare i due “fulmini” illuminati con diodi a led, che a mo' di matita valorizzano il “contorno occhi” della NX. Non è una novità, ma fa sempre un discreto effetto, la mega calandra a forma di clessidra che si spalanca sulla strada, che sembra voler divorare più aria possibile, anche se in realtà il sistema ibrido Lexus è tutto tranne che vorace,...