Chevrolet Captiva LTZ AWD 2.2 184 CV
C'è tutto di serie e anche in 7 si viaggia comodi
LOOK PIU' CAPTIV...O
Comune a tutte le versioni è il look aggiornato secondo gli ultimi dettami stilistici del marchio Chevrolet, a partire dal frontale adesso molto più cattivo (nomen omen). Belli i fari con elementi cilindrici protetti da una carenatura trasparente e il cofano scolpito (che è in alluminio) ben raccordato al paraurti, dal quale partono delle modanature in materiale plastico che circondano i passaruota anteriori e posteriori e sono raccordate da altre due fasce paracolpi sul brancardo. Sulle Captiva LTZ (disponibili solo con il propulsore 2.2 184 CV e la trazione integrale) c'è qualche dettaglio più raffinato, come le barre portatutto, scivolo anteriore e maniglie in color alluminio satinato, cerchi in lega da 19" (con pneumatici 235/50), luci posteriori e terminali di scarico cromati.INIEZIONE DI QUALITA'
Pur mantenendo l'impostazione e alcuni componenti della precedente Captiva, sulla nuova versione del SUV del Cravattino sono stati migliorati finiture e materiali, accorgimenti che contribuiscono a conferire all'abitacolo un'aria meno "cheap". Sono stati inoltre ridisegnati il quadro strumenti, la consolle centrale che sulla LTZ accoglie il navigatore satellitare di serie con telecamera di retromarcia, e il tunnel, che grazie all'adozione del freno di stazionamento elettrico ha liberato spazio per due portabicchieri e una ulteriore vasca portaoggetti refrigerata a scomparsa. Nel caso del nostro allestimento "top" i sensi sono appagati ulteriormente dai sedili in pelle di serie di buona fattura e dall'ottima visibilità offerta dalla vetratura piuttosto estesa, oltre che dalla comoda posizione di guida offerta dalla regolazione millimetrica a comando elettrico del sedile del guidatore di serie. I comandi sono tutti posizionati in maniera intuitiva e facilmente raggiungibile, tranne quelli al volante (i pulsanti del vivavoce e del cruise control), che costringono a spostare le mani dalla posizione corretta perché posizionati in mezzo alle quattro razze. Confermato anche il sistema di sedili che permette di ospitare 7 persone senza difficoltà, una caratteristica che le concorrenti offrono solamente come optional.SU STRADA CON 184 CV
La Captiva LTZ del nostro test è dotata della motorizzazione 2.2 litri da 184 CV e 400 Nm di coppia con cambio manuale a 6 rapporti e sistema di trazione integrale ITCC (Intelligent Torque Controlled Coupling) che distribuisce la forza propulsiva fra gli assi anteriore e posteriore. In moto si apprezza la silenziosità del propulsore e il limitato livello di vibrazioni ad ogni regime, grazie ad una nuova testata bialbero che contribuisce anche a migliorarne l'efficienza e ad un lavoro di insonorizzazione ben eseguito, che oltre ai decibel del motore non fa filtrare a bordo il rumore da rotolamento delle gomme, neanche quelle termiche, che in Austria nella stagione invernale sono giustamente obbligatorie. Pur dovendo sobbarcarsi una massa non indifferente - la nostra Captiva pesa ben 1.953 kg a vuoto - il turbodiesel svolge serenamente il suo lavoro, facendo sembrare veritiero il dato di accelerazione dichiarato di 9,6 secondi da 0 a 100 km/h, anche se i consumi non sono certo da primato: percorrendo centinaia di chilometri in salite e tornanti, comunque senza troppi riguardi per il pedale dell'acceleratore, abbiamo rilevato una media di circa 9 l/100 km. In virtù della massa e della tipologia di vettura è inutile aspettarsi un comportamento sportivo del nuovo SUV Chevrolet, che comunque non è afflitto da rollio e beccheggio eccessivi. I tecnici Chevrolet sapevano che questo era un punto debole della vecchia Captiva ed infatti le sospensioni McPherson all'anteriore e a quattro bracci al retrotreno sono state aggiornate con molle più rigide, barre antirollio più grandi e boccole di nuova concezione. Per quanto riguarda l'elettronica di assistenza alla guida, è stato introdotto il sistema Hill Start Assist (HSA), che evita l'arretramento del veicolo nelle partenze in salita mentre per le discese più ripide e su fondi scivolosi c'è il sistema di DSC (Descent Control System) che, se attivito, limita automaticamente ad una manciata di km/h la velocità. Il guidatore deve concentrarsi soltanto sullo sterzo, trascurarando del tutto il pedale del freno.Fotogallery: Le new entry del listino: novità VW e Chevrolet
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