Mal di testa in auto, ecco cosa fare contro la cefalea tensiva
I farmaci da banco aiutano, ma al volante hanno effetti indesiderati. Curare le cause è la soluzione
È vero che genericamente si può parlare di mal di testa, ma ne esistono diversi tipi: ora, andiamo a snidare cause e soluzioni della cefalea tensiva, ossia con una forte tensione a carico dei muscoli del cranio. Una volta attivata, si arriva a un’ulteriore contrazione muscolare, una sorta di circolo vizioso. Chiaramente, la gravità di questo mal di testa (che è il più diffuso) varia a seconda del momento e del soggetto. Che c’entra tutto questo con l’auto? Risposta facile: dall’ambiente nascono stimolazioni nocive di natura acustica, sensoriale, olfattiva, luminosa; e la cefalea che insorge in auto compromette fortemente la risposta del driver.
Tris da conoscere
1# Cause. Limitandoci a quanto avviene in auto, il mantenimento prolungato della postura può dare origine alla cefalea tensiva: guidare per ore nel traffico può essere deleterio a livello di dolori alla testa. Occhio al cocktail micidiale: stare per una giornata intera fermi davanti al computer, sotto stress, per poi mettersi alla guida nella giungla urbana. Le cose peggiorano in presenza anche di lievi sindromi depressive: i brutti pensieri legati alla precarietà del lavoro, per esempio. Il traffico è deleterio: basti pensare a quegli automobilisti che corrugano la fronte al volante, serrano la mandibola, sono sempre pronti allo scatto d’ira, diventano intolleranti e irritabili.
2# Rimedi. Al di là di un generico suggerimento legato allo stress (è sempre bene cercare di tenere sotto controllo il proprio equilibrio psicofisico), una scorretta postura alla guida ha conseguenze tremende: avrete come conseguenza una contrattura a carico di capo, collo, spalle, schiena, che va dritta a "bussare" alla testa sotto forma di cefalea. Quindi, sempre una seduta corretta, sia per poi sia per i passeggeri. E comunque, ogni tanto, è opportuno modificare la postura di qualche millimetro, per evitare irrigidimenti, nonché sgranchirsi le gambe e muovere delicatamente il collo. Per rilassarsi, è sempre meglio una musica piacevole a basso volume, o compagni di viaggio che ispirino simpatia e fiducia: alla larga da chi è orientato alla controversia verbale, alle persone pesanti e pedanti.
3# Mai esagerare. Guai a imporsi ruolini di marcia eccessivi sia sul lavoro sia al volante: guidare per ore senza sosta diventa una tortura, anche per le persone nelle migliori condizioni. Spesso, inavvertitamente, il guidatore subirà una contrattura del massetere (il muscolo masticatorio, corto e spesso, che muove la mandibola). Anche il banale mal di denti può evocare patologie del trigemino e far scattare la cefalea. Oltre alla salute, ne va della sicurezza stradale: la performance del guidatore inevitabilmente cala alla lunga. Attenzione ai finestrini aperti: raffiche di aria fredda sulle guance (quella sinistra del guidatore) possono evocare la nevralgia del nervo facciale che dà una sintomatologia dolorosa facciale simile e forse peggio della cefalea.
Farmaci? Sì, ma...
Sono molto pubblicizzati e diffusi i farmaci da banco contro il mal di testa. Funzionano in modo rapido, ma occorre sempre ricordare che potrebbero avere effetti indesiderati, come stanchezza e sonnolenza: quindi, cautela se dovete guidare. Piano con gli antinfiammatori se si hanno problemi gastrointestinali cronici o in quel momento in corso. E comunque, se la cefalea tensiva di ripresenta con una certa frequenza, la soluzione non può essere sempre il farmaco: consultate il vostro medico per capire come uscire dal "tunnel". O ogni modo, usare l’auto dopo 4-5 ore dall’assunzione .
In collaborazione con Nicola B. Mercuri e Aldo Ferrara, dell’associazione European Automotive Medicine (ERGAM), nonché autore di "Long Term Driving" (in editing).
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