L’ad Stefano Domenicali ci spiega i perché del modello a ruote alte, “necessario” per il mercato di oggi

Lamborghini Urus è il primo Super SUV della storia, nato per essere potente, veloce e sportivo come nessun altro e se qualcuno avesse ancora dei dubbi ci sono i 305 km/h e i 3,6 secondi da 0 a 100 km/h a confermarlo. Forte di un V8 biturbo di 4 litri e 650 CV abbinato alla trazione integrale e alle quattro ruote sterzanti, il primo SUV moderno di Sant’Agata Bolognese (dopo l’offroad LM002) è presentato in questi giorni alla stampa italiana e anche Motor1.com è impegnato nella prima prova su strada di cui a breve vedrete qui il video in anteprima.

A tu per tu col Presidente

Questa è anche l’occasione giusta per parlare col Presidente e ad Lamborghini, Stefano Domenicali, che ci racconta le origini di Urus e i perché di una scelta che i “puristi” ancora faticano a capire. Il manager romagnolo spiega come la nascita di Urus sia stata necessaria per non perdere le opportunità di un mercato globale che chiede anche e soprattutto Sport Utility ad alte prestazioni. La Casa italiana di proprietà tedesca ha quindi coniugato la tradizione e lo stile estremo delle supercar del Toro con le esigenze di abitabilità e lusso del SUV ad altissime prestazioni, un compromesso che non snatura la tradizione Lamborghini.

L’entusiasmo dei dipendenti è fondamentale

Domenicali ci svela anche la difficoltà della sfida Urus, un compito che sembrava impossibile, ma che è stato realizzato grazie anche all’entusiasmo di tutti i dipendenti Lamborghini. L’importante era mantenere le unicità che sono nel DNA Lamborghini come design, abitabilità e caratteristiche tecniche con le prestazioni estreme di un SUV che per forza di cose pesa oltre due tonnellate e ha un centro di gravità rialzato. Ai citati puristi l’amministratore delegato risponde che la Urus allarga la gamma e il mercato di Lamborghini, come dimostra il 70% di ordini arrivati da chi non è mai stato cliente del marchio.

Fotogallery: Lamborghini Urus a Roma