Realizzata da TR3 Performance, rinuncia al paraurti posteriore per mettere in mostra la meccanica

Cosa c’è di più bello di un pezzo d’alta scuola di ingegneria? Per gli amanti de genere, nulla, e non solo dal punto di vista tecnico, ma anche estetico. Il telaio in carbonio di un’auto (ma anche di una bici) da corsa, il meccanismo di un orologio automatico, il motore di una supercar tirato a lucido. La Lamborghini Huracan relizzata da TR3 Performance, azienda della Florida specializzata nel trasformare i sogni (di chi ha un buon conto in banca, a occhio e croce) in realtà.

Il paraurti posteriore: un disturbo

Perché nascondere il frutto del proprio lavoro? Del resto, far stare non una ma due turbine nel vano di una supercar con motore di 5,2 litri e con architettura V10 dev’essere costato parecchie notti insonni agli uomini della TR3 Performance, che così hanno deciso di eliminare il paraurti posteriore e mettere in bella mostra sia i collettori di scarico, tirati a lucido, sia le turbine con i relativi condotti.

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Si tratta davvero di una scelta?

Qualcuno potrebbe obiettare che la rimozione del paraurti posteriore sia stata obbligata dal fatto che l’impianto di sovralimentazione abbia portato via lo spazio necessario. Potrebbe anche essere, ma conta poco: importa di più sapere che con questa aggiunta la potenza cresce dai 604 CV originali a ben 850. TR3 Performance, purtroppo, non ha comunicato dati sulle prestazioni, ma una cosa si è premurata a dirla: questa macchina è omologata in tutti gli Stati Uniti.

Fotogallery: Lamborghini Huracán LP 610-4 by TR3 Performance