il presidente Donald Trump ha 90 giorni per decidere se applicare i dazi sulle importazioni

Le auto straniere minacciano la sicurezza degli USA. Questo almeno secondo un report consegnato (domenica) nelle mani del presidente Donald Trump da parte del segretario al Commercio  Wilbur Ross. Il report è frutto di un’indagine iniziata nello scorso maggio, e la conclusione,  è stato già anticipata dall’agenzia Bloomberg

Una conclusione che potrebbe avere gravi conseguenze per l'industria dell'auto europea. Una volta letto il rapporto Trump, infatti, avrà 90 giorni per decidere che misure prendere fra queste anche l'imposizione di dazi alle importazioni di auto straniere che potrebbero arrivare fino al 25% del valore.

Una crociata contro i non made in USA

Continua, dunque, la crociata di Donald Trump contro l’industria dell’auto non americana. Una guerra di dazi che era potrebbe facilmente ritorcersi contro gli stessi Stati Uniti. Visto che i costruttori europei e asiatici hanno infatti paventato conseguenze negative sia per l’economia USA sia per l’industria dell’auto mondiale.

Si innescherebbe, infatti, di una guerra globale che investirebbe anche i marchi americani che hanno deciso di delocalizzare in tutto o in parte la produzione per abbassare i costi. L’associazione che raccoglie i venditori di auto statunitensi ha calcolato che i prezzi crescerebbero fino a 2.270 dollari per le auto assemblate negli USA e fino a 6.875 dollari per quelle importate. Senza contare un possibile taglio di circa 700mila posti di lavoro.

Dura la Merkel

Non si è fatta attendere la reazione della UE e soprattutto della Germania che negli USA ha uno dei suoi maggiori clienti automotive. Ricordiamo che il vecchio continente ha gia subito i dazi sull’acciaio e l’alluminio in giugno e mal tollererebbe ulteriori imposte sulle auto.

A questo proposito sono evocative le parole della cancelliera Merkel che sottolinea come l’industria dell’auto tedesca dia lavoro a 118mila persone negli USA, producendo 750mila veicoli di cui il 56% esportato in Cina e nella Stessa Europa.

Il riferimento è chiaramente alle fabbriche di BMW in South Carolina per cui non si capisce, sempre secondo la Merkel, perChé queste siano meno minacciose (per la sicurezza nazionale) di quelle prodotte in Germania.

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