È la novità più importante della riforma del codice della strada in arrivo

Il Governo punta a ridurre il fenomeno degli incidenti dovuti a distrazione da smartphone. Nella riforma del Codice della Strada in arrivo (probabilmente in autunno) c’è una novità per chi guida col cellulare in mano. L’ultima parola spetta a Camera e Senato, ma i recenti sinistri per un uso improprio del telefonino (come quello del padre sotto l’effetto della cocaina che si faceva un video in diretta Facebook) hanno dato la spinta decisiva. Per capirci di più, vediamo come stanno le cose oggi e come diventeranno domani.

La multa oggi

Attualmente, viene sanzionato chi fa uso scorretto, durante la marcia, di apparecchi radiotelefonici, ossia chi guida con smartphone in mano. È consentito infatti solo l’uso di dispositivi a vivavoce, o dotati di auricolare, purché il conducente abbia adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani). Lo stabilisce l’articolo 173 del Codice della Strada. La multa è di 165 euro, più il taglio di 5 punti-patente.

La sospensione della patente? Va da uno a tre mesi, ma solo alla seconda infrazione nel biennio (recidiva). Pertanto, la prima violazione viene registrata in una sorta di archivio nazionale; se la seconda arriva entro due anni, ecco lo stop alla patente. 

La multa domani

Dopo la riforma del Codice della Strada, la multa sarà identica ma la sospensione della patente scatterà immediatamente, alla prima infrazione. Lo stop durerà una settimana; potrà magari durare di più per la guida con smartphone in mano in situazioni particolarmente pericolose. Resterà la sospensione da uno a tre mesi alla seconda infrazione nel biennio (recidiva).

Possibili contenziosi in aumento

I contenziosi per la sospensione immediata della patente saranno destinati a crescere. In particolare, alcuni automobilisti pizzicati sul fatto e fermati dalle Forze dell’ordine potrebbero essere indotti a dire che non stavano guidando con lo smartphone in mano: la parola del cittadino contro quella dell’agente. A tal fine, esistono anche i “falchi” in moto: agenti che individuano i trasgressori, intimano di accostare e appioppano la sanzione. Discorso più complesso per le multe inviate a casa (contestazione differita), in mancanza della prova dell’infrazione: non c’è la solita foto dell’autovelox. Forse in questo secondo caso le controversie legali potrebbero essere più complicate.