Torna la vecchia Opel Agila, ma è un’elettrica cinese
E' la Changhe EV2, minivan a batteria basato sulla Suzuki Wagon R. In Cina costa 4.500 euro
Sembra incredibile, ma la vecchia e quasi dimenticata Suzuki Wagon R del 1993 continua la sua vita produttiva e lo fa con la nuova Changhe EV2, il furgoncino elettrico cinese costruito da Jiangxi Changhe Automobile, uno dei marchi di BAIC Group.
Sotto sotto prosegue quindi anche la carriera della prima Opel Agila, una delle poche “kei car” giapponesi arrivate con successo in Europa e basata dal 2000 al 2007 sulla Suzuki Wagon R+.
Furgoncino senza sprint
Questo veicolo commerciale, con tutti i finestrini posteriori “oscurati” da pannelli d’acciaio è l’ennesima rinascita di un modello che sembra immortale: deriva dalla Changhe Beidouxing prima serie (o Big Dipper) uscita di produzione nel 2018 ed è chiaramente identica alla famosa citycar di ventisei anni fa.
Il minivan Changhe EV2 è lungo 3,29 metri, largo 1,39 metri e alto 1,65 metri ed è dotato di un solo motore elettrico da 13 kW (17,7 CV) e 80 Nm, davvero pochi anche in confronto al 1.0 tre cilindri 58 CV della prima Agila.
Fa 100 km e costa al massimo 5.200 euro
Le prestazioni sono per forza di cosa limitate, con una velocità massima di 80 km/h. Le batterie disponibili sono due con diverse capacità, da 8 kWh e da 10 kWh. Con quella da 10 kWh la Changhe EV2 è in grado di percorrere fino a 100 km.
In Cina, dove viene prodotta e venduta, ha un prezzo che a seconda degli allestimenti oscilla fra l’equivalente di 4.500 e 5.200 euro.
Fotogallery: Changhe EV2
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