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Black Friday, ecco quello che ci costa risparmiare

Vengono chiamati costi occulti a pagarli è soprattutto l'ambiente considerando complessivamente la crescita mondiale dell'ecommerce

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COMUNICATO STAMPA

 

BLACK FRIDAY, VA IN SCENA LA LOGISTICA DEL CAPRICCIO

MARCIANI (FLC): “ABBIAMO BISOGNO DI CONSUMATORI PIÙ CONSAPEVOLI DEI LIMITI DEL SISTEMA. OCCORRE ADOTTARE UN MODELLO SOSTENIBILE PER OPERATORI E CITTADINI”

 

Roma, 28 novembre 2019 – Il Black Friday e il lungo week end di shopping scontato che sta arrivando farà muovere circa 82mila furgoni – la maggior parte dei quali diesel – che consegneranno gli 8 miliardi di euro in beni acquistati solo nel Regno Unito. Infatti, nonostante l’iniziativa sia seguita anche dai negozi tradizionali e centri commerciali, oltre l’80% degli acquisti verrà fatto online. Un mare di consegne a domicilio che genererà un super lavoro per i corrieri: in Gran Bretagna, si stima che, nelle ore più calde, ogni 93 secondi parta un camion dai magazzini dei maggior player dell’e-commerce. Gli ordini online, inoltre, aumenteranno il traffico e la congestione nelle nostre città e portano con sé un maggiore carico di imballaggi: il Black Friday genera il più grande volume di rifiuti dell’anno. Secondo alcune stime, consumerebbe circa 35% di tutta la plastica prodotta in Italia. Senza contare il numero crescente di resi che stanno aumentando del 75% da un anno all’altro in un settore che emette il 5% delle emissioni globali di CO2. Un trend che mette in pericolo il nostro pianeta. Il fenomeno è in crescita anche in Italia: lo scorso anno, secondo i dati del Politecnico di Milano, la corsa agli sconti del Black Friday è cresciuta del 35% rispetto al 2017, superando il miliardo di euro di fatturato e coinvolgendo circa 20 milioni di e-shopper.

“L’e-commerce sta rivoluzionando la logistica che da servizio per l’industria si sta trasformando in un terreno di competizione tra i grandi big del commercio online con forti ricadute sulla vita quotidiana – ha dichiarato Massimo Marciani, Presidente del Feright Leaders Council - La corsa allo shopping alimenta la cosiddetta “Logistica del capriccio”, mettendo sotto stress l’intero sistema distributivo costretto a rispondere a tempi di consegna molto ristretti, spesso assolutamente non necessari. Le conseguenze ricadono inoltre su tutti noi perché la corsa alle consegne a casa sta generando livelli di inquinamento, di imballaggi, di congestione, di incidentalità crescenti. I consumatori dovrebbero essere consapevoli dei rischi di assecondare ritmi veloci, mentre sarebbe opportuno considerare modelli di consegne più sostenibili per il sistema economico e per l’ambiente”.

Quali sono le conseguenze di un click con consegna veloce?

Uno studio pubblicato nel 2017 da Brain & Company spiega come, soprattutto nelle aree urbane, cioè dove risiede la maggior parte della popolazione mondiale, l’e-commerce si riveli più inquinante del commercio tradizionale a causa di due fattori: i consumatori ordinano spesso piccole quantità di merce che richiedono comunque un viaggio e una consegna ad hoc (spesso gratuita); il costo della ingola consegna aumenta a causa di imballaggi aggiuntivi e alla movimentazione dei veicoli commerciali nei centri urbani. Da vari studi condotti negli Stati Uniti risulta che, dove il numero dell’online giunge al 50% delle vendite complessive, la congestione urbana aumenta del 34% con evidenti ricadute in termini di inquinamento e tempi di percorrenza. Infine, uno studio di Dimitri Weideli del MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha dimostrato che l’impronta ambientale dell’acquisto online è doppia rispetto al canale tradizionale e, se si chiede la consegna rapida, diventa addirittura tripla.

La consegna sostenibile

“Occorre rendere i consumatori consapevoli dell’impatto che genera l’acquisto compulsivo online, la consegna istantanea e il reso gratuito – aggiunge Marciani - Tutto questo non è gratis né ininfluente in termini di inquinamento e sviluppo sostenibile del nostro pianeta. La logistica del capriccio ha un costo che per il momento rimane ancora strutturalmente nascosto, ma deve essere quantificato e sostenuto da opera in questo business. Una soluzione intermedia potrebbe essere quella di tornare a consolidare gli ordini, se non in partenza, almeno in consegna tramite l’utilizzo di lockers o dei negozi di prossimità. Inoltre, è assolutamente necessario sensibilizzare i clienti, metterli nella condizione di svolgere una scelta consapevole utilizzando gli operatori logistici onesti, etici e attenti all’ambiente, retribuiti il giusto prezzo per il servizio reso. Solo così possiamo augurare un futuro di successo al canale di vendita online”