Sevel chiude per Coronavirus, anche la fabbrica del Ducato si ferma
Lo stop è previsto fino al 22 marzo, fra le motivazioni anche la mancanza di componenti dall'indotto
Anche Sevel la più grande fabbrica di veicoli commerciali in Europa, quella che dà i natali a Fiat Ducato, Peugeot Boxer e Citroen Jumper si arrende al Coronavirus e chiude i battenti per una settimana a partire dalle 22 di martedì 17 fino a domenica 22 marzo.
La decisione è stata presa per la scarsità di approvvigionamenti di componenti che provengono dall’indotto. Sono molte, infatti, le aziende della Val di Sangro, la zona dell’Abruzzo dove ha sede la Sevel, che stanno chiudendo o lavorando a scartamento ridotto.
Manca il personale
Gli stop alle fabbriche che forniscono componenti è dato sopratutto dalle assenze del personale che non si reca a lavoro per paura di contrarre il virus in attesa che vengano messe in atto tutte le misure per scongiurare il contagio.
Vista la situazione la Sevel ha quindi annunciato a sindacati e lavoratori la decisione di sospendere di nuovo la produzione che era ripartita nella giornata del 17 mattina, dopo 5 giorni di interruzione, da giovedì 12 a lunedì 16 marzo, per adeguare l'organizzazione del lavoro al decreto governativo.
Difficile andare avanti
Intanto lo stop alla produzione è stato esteso anche alla Pilkington che produce i componenti in vetro per i finestrini e alla Primo di San Salvo che realizza parabrazza. Lo stabilimento di Val di Sangro riaprirà, come detto, col primo turno di lunedì 23 marzo. Da Atessa fanno notare anche come lo sciopero proclamato per oggi dopo le richieste di misure di sicurezza anti COVID-19 aveva fatto registrare un'adesione massiccia vicina al 70-80% da parte degli operai.
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