Presentato il piano per superare l’emergenza razionalizzando costi di sviluppo e numero di modelli in tutto il mondo

Un’Alleanza più forte per sopravvivere alla pandemia e soprattutto alla crisi economica mondiale che ne conseguirà. Non c’erano alternative per Renault, Nissan e Mitsubishi: mettersi d’accordo per razionalizzare i rispettivi piani industriali con una visione quanto più possibile comune e efficiente.

E l’efficienza passa per una concreta suddivisione dei compiti: ognuno deve fare quello che sa fare meglio, condividendo piattaforme, motori e tecnologie con gli altri.

Vediamo come funziona questo rinnovato schema di cooperazione battezzato “leader-follower” e che dovrebbe consentire di risparmiare fino al 40% nei costi di sviluppo per ogni modello.

Si lavora per specialità

Nissan sa fare bene i crossover di segmento C? Dunque seguirà lo sviluppo dei prossimi modelli, nuova Qashqai in testa, da cui deriveranno quelli Renault o Mitsubishi. A Renault riescono bene i SUV compatti e allora farà da capofila per lo sviluppo degli stessi e gli altri seguiranno.

E questo lo schema “leader-follower” che è peraltro già stato messo in pratica (la nuova Nissan Juke deriva dalle Renault Clio e Captur), ma sarà esteso in modo sostanziale al 50% dei modelli.

Segmento B

Renault Clio

Renault Zoe

Nissan Micra

Nuova Nissan elettrica

Segmento B SUV

Renault Captur

Nissan Juke

Dacia Duster 

Segmento C SUV

Nissan Qashqai (Leader)

Renalt Kadjar

Nuova C SUV

Lo stesso approccio sarà applicato per le specialità tecnologiche dei singoli brand:

Tecnologie dell’auto connessa Renault su piattaforma Android e Nissan in Cina
E-body, il sistema centrale dell’architettura elettrica-elettronica Renault
e-PowerTrain (ePT): ePT su piattaforma CMF-A/B Renault
e-PowerTrain (ePT): ePT su piattaforma CMF-EV Nissan
Tecnologia ibrida plug-in per i segmenti C/D Mitsubishi

Guida autonoma

Nissan

Cambia l’organizzazione nel mondo

Lo schema leader-follower sarà applicato anche all’organizzazione commerciale dell’azienda del mondo: Nissan sarà il riferimento in Cina, Nord America e Giappone; Renault in Europa, Russia, Sud America e Nord Africa; e Mitsubishi Motors nell’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sudest asiatico) e dell’Oceania. Il che dovrebbe prefigurare l’accorpamento sotto un unico cappello delle filiali nazionali.

Le grandi incognite

Fin qui il piano organizzativo sulla carta che è anche un manifesto politico necessario per rassicurare i mercati in un momento storico senza precedenti per il settore dell’auto. Tutti sono in difficoltà e la stessa Renault rischia di dover esser salvata dal Governo Francese (venerdì sarà presentato il piano industriale “ristrutturato”).

Il resto dipende dal riequilibrio del mercato dell’auto mondiale - con o senza aiuti - il cui tracollo sta superando le previsioni più catastrofiche. E allora se l’Alleanza non fa sempre la forza, sicuramente è utile per resistere e sopravvivere.