Ispirata dall'arte rinascimentale italiana, ha anticipato di un anno la bella sportiva di Pininfarina

Al Salone di Ginevra del 1996, Peugeot ha presentato una concept car basata sulla nuova 406 ma battezzata Toscana, in omaggio alla regione italiana considerata fucina d'arte e cuore del rinascimento. Non era destinata a diventare un modello di serie, anche se ha anticipato di poco la 406 Coupé, disegnata da Pininfarina, che avrebbe conservato alcune delle sue linee.

Il progetto è nato direttamente in seno alla Casa del Leone e secondo la descrizione del Peugeot Adventure Museum, in cui è tuttora conservata ed esposta, la 406 Toscana "prende in prestito proporzioni ideali e classiche dagli architetti del Rinascimento italiano, e costituisce così una naturale estensione della 406 berlina da cui ha avuto origine. Con la Toscana, gli stilisti Peugeot hanno creato una scultura in movimento".

Apribile ma poco pratica

L'anteriore era ripreso interamente dalla 406 così come il pianale, dove gli stilisti si sono sbizzarriti è stato nella parte alta, sviluppata per ottenere una cabriolet piuttosto elegante. Il parabrezza e i finestrini avevano una larghezza ridotta formavano una sorta di capsula sostenuta da sottili montanti e il tetto poteva essere sollevato in modo che i passeggeri potessero godersi il piacere della marcia all'aria aperta.

Fotogallery: Peugeot 406 Toscana Concept (1996)

Nell'abitacolo il design non cambiava rispetto al modello di serie, ad eccezione delle porte antivento, mentre erano diversi i sedili e assente il divano posteriore. Il conducente non aveva quasi nessuna visibilità posteriore, ostruita dalla carrozzeria senza lunotto che scendeva tra i fanali, collegati nella parte alta da una striscia di lamiera simile a uno spoiler.

Come abbiamo accennato, la linea della Peugeot 406 Coupé che sarebbe uscita qualche tempo dopo è opera di Pininfarina. Dobbiamo credere che il progetto 406 Toscana fosse in definitiva troppo ambizioso e non per tutti i palati, ma è stato senz'altro un bene perché la coupé, soprannominata "La piccola Ferrari francese" ha poi avuto un successo ben maggiore del previsto (oltre 100.000 unità) e senza bisogno di una variante cabriolet. 

Fotogallery: Peugeot 406 Coupé, quando le due porte “tiravano”