Dalle 4x4 come Feroza, Rocky e Terios, alle utilitarie come Sirion, la Casa giapponese si è sempre distinta per raffinatezza tecnica

Il panorama automobilistico è da sempre costellato, oltre che di grandi nomi, di marchi minori che pur rimanendo di piccole dimensioni riescono spesso a ritagliarsi una fetta di pubblico affezionato. In questa categoria rientra senza dubbio anche Daihatsu, uno dei costruttori più "piccoli", almeno nella percezione che ne abbiamo avuto in Europa, ma che ci ha lasciato comunque alcune pietre miliari, soprattutto con fuoristrada e SUV.

Specializzata in vetture compatte, minicar e utilitarie, questa Casa con sede a Ikeda, nella prefettura di Osaka, si è infatti fatta apprezzare per la qualità costruttiva e tecnica delle sue auto e dei suoi motori, alcuni dei quali sono stati utilizzati anche da altri costruttori (celebri le collaborazioni degli Anni '80/90 sulla Y10 e la Mini De Tomaso) e da Toyota, che ha assorbito Daihatsu nel '99 lasciandole però una certa autonomia di progettazione e sviluppo.

Molti primati

Fondata nel 1907 con il nome di Hatsudoki Seizo Co. (il nome attuale è arrivato soltanto nel 1951), Daihatsu è la casa automobilistica più antica del Giappone, più ancora di Mazda o Suzuki che hanno festeggiato il centenario in questi ultimi due anni. Dedita da subito alla produzione di motori, Daihatsu è stata la prima azienda giapponese ad aver avviato l'esportazione in Gran Bretagna.

Come la già citata Mazda, Daihatsu ha iniziato la produzione automobilistica con motocarri a 3 ruote per trasporto merci, evolvendoli poi in modelli a quattro ruote (uno dei quali è diventato base del celebre Piaggio Porter). Tuttavia, le sue opere più celebri sono piccole vetture e 4x4 vendute fino al 2013, quando la Casa ha deciso di abbandonare il mercato europeo lasciando non pochi dispiaceri dietro di sé. Ecco le più famose e apprezzate.

Daihatsu, le

Rocky

Fuoristrada compatto lungo meno di 4 metri e proposto con motori a benzina e Diesel, Rocky è stato uno dei primi modelli a competere con i 4x4 di Suzuki. Offerto con 3 porte e 4 posti, si poteva avere in configurazione hard top, con tetto metallico fisso o con tettuccio in tela smontabile. Nel 1989, quando è stato introdotto sul mercato, la carrozzeria Bertone lo ha utilizzato come base per il suo Freeclimber, che commercializzava direttamente con il proprio marchio.

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Feroza

Evoluzione di Rocky, di cui conservava il nome su alcuni mercati, Feroza è stato prodotto dal 1989 al 1998 in due serie distinte, di cui la seconda introdotta nel '93. Questa si distingueva soprattutto per la diversa mascherina ed era dotato di un'unità di derivazione BMW, trazione integrale e riduttore, ad eccezione di alcune versioni della prima serie che uscivano senza marce ridotte per sfuggire alla classificazione di "fuoristrada" ed evitare la sovrattassa prevista in quel periodo.

Daihatsu Feroza era disponibile con carrozzeria soft top o hard top, sempre a 3 porte, ed ha fatto a sua volta da base al Freeclimber 2 di Bertone, motorizzato sempre con dei benzina 1.6 di origine BMW e utilizzata anche dai Carabinieri. Molti esemplari circolano ancora oggi nelle campagne o nelle località di montagna, a conferma della loro affidabilità e dell'affezione da parte dei proprietari.

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Sirion

L'utilitaria dal design originale e dalle bone qualità generali, la Sirion non è mai stata nella top 10 delle auto più vendute nel segmento B, eppure ha riscosso, con le ultime due generazioni, un buon apprezzamento presso il pubblico femminile. Inoltre, è stata tra le poche vetture della sua categoria ad offrire anche varianti a trazione integrale, anche queste piuttosto apprezzate. L'ultima generazione a noi nota, introdotta nel tardo 2004, è anche stata "prestata" a Subaru che l'ha commercializzata per qualche anno come Justy.

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Copen

La Daihatsu Copen è decisamente un modello di nicchia, visto che non si può dire ne siano state vendute molte nel nostro Paese, eppure si fa ricordare. Arrivata nel 2002, nel momento di maggiore popolarità delle coupé/cabriolet con tetto metallico, la Copen era una spider a due posti lunga appena 3,44 metri spinta dagli stessi motori 1.3 di Sirion e Terios, mentre in patria montava piccoli e interessanti 3 cilindri turbo.

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Terios

Daihatsu Terios è probabilmente il modello più apprezzato nel periodo precedente l'abbandono dei mercati europei. In Italia abbiamo conosciuto le prime due generazioni di Terios: la prima, lanciata nel '98, era lunga 3,84 metri (compresa al ruota di scorta esterna) e larga appena 1,55, cosa che ha costretto la Casa a riomologarla per 4 posti all'inizio degli Anni 2000. 

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La seconda generazione, ancora largamente presente sulle nostre strade, risale invece al 2006 e per la cronaca, è rimasta in produzione fino al 2017. Più grande (la lunghezza passava a 4,10 metri, la larghezza cresceva di ben 20 cm toccando il metro e 75), piaceva per lo stile moderno che richiamava la contemporanea "cugina" Toyota RAV4.

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Pur essendo offerta unicamente con motori a benzina, 1.3 e 1.5, è risultata in quegli anni la Daihatsu più venduta entrando anche nella top 10 delle fuoristrada. Intorno al 2010, la Casa ha addirittura pensato di dotarla di un motore a gasolio, proposito mai concretizzato, che ne avrebbe probabilmente amplificato ancora il successo.

Fotogallery: Daihatsu, le "piccole" più amate