Verso la fine degli Anni '50, a oltre un decennio dall'arrivo sul mercato, per i costruttori generalisti francesi l'avversario da battere era ancora la Citroën 2CV: economica e divertente, l'utilitaria del "double chevron" non sembrava affatto avviata sul viale del tramonto, cosa assolutamente vera visto che la sua carriera sarebbe terminata soltanto nel 1990, ben oltre quella della sua erede designata, la Dyane del '76, pensionata nell'84.

Renault guardò quindi proprio alla connazionale quando, intorno al '56, avviò il progetto 112 per un'utilitaria da sostituire alla 4CV: conscio delle trasformazioni economiche e sociali che non soltanto la Francia ma tutto il mondo attraversava, l'allora presidente della "Régie" Pierre Dreyfus chiese agli ingegneri un'auto costruita intorno allo spazio, piccola e di prezzo accessibile (non più di 350.000 franchi, cosa che le valse il soprannome interno di "350"), ma adatta al carico.

Un motore e due passi

L'esigenza di dare la priorità alla capacità di carico impose alla futura Renault 4 due soluzioni tecniche che allora Renault non adottava ancora: un telaio a pavimento piatto, su cui avvitare e imbullonare la carrozzeria, e l'architettura meccanica a motore e trazione anteriori, certo più indicata per liberare spazio dietro ai passeggeri dello schema "tuttodietro" della 4CV.

Renault 4 1961-1992

L'attenzione al comfort suggerì invece di curare molto le sospensioni che, di nuovo come fatto sulla 2CV, dovevano assicurare anche una buona mobilità sulle strade di campagna e sui terreni non asfaltati, e quindi una sufficiente altezza da terra: fu dunque scelto uno schema a ruote indipendenti con barre di torsione, longitudinali davanti e trasversali dietro.

Queste ultime, che erano molto lunghe per assicurare flessibilità ed escursione, dovettero essere posizionate affiancate, sfalsando quindi la sistemazione delle ruote e dando all'auto il caratteristico passo asimmetrico, più lungo lato destro di 4,8 cm rispetto a quello sinistro.

Renault 4 1961-1992

Non bella ma piacente

Anche la linea fu influenzata dalla priorità data allo spazio, ma non penalizzata: le forme erano decisamente differenti da quelle della 2CV, più piene, tonde e appunto, voluminose, con un ampio portellone posteriore e un cofano arrotondato all'estremità che cadeva su una mascherina affiancata da una coppia di fari tondi.

Al lancio, avvenuto al Salone di Parigi del '61, Renault presentò 4 versioni della sua nuova utilitaria, una delle quali si proponeva in realtà come un vero modello a sé: si tratta della base, battezzata R3 e contraddistinta da un aspetto e una dotazione più che essenziali, priva persino della terza fila di finestrini, e con un piccolo motore da 603 cc.

Renault 4 1961-1992

Le R4 vere e proprie erano invece il modello base, simile alla R3 ma con motore da 750 cc, e le più ricche versioni 4L e Super Confort, la seconda dotata di portellone incernierato in basso con lunotto a scomparsa. Anche se R3 ed R4 si prestavano all'utilizzo commerciale, il ruolo di vero e proprio mezzo da lavoro fu affidato alla variante Fourgonnette, presentata in contemporanea, che sarebbe diventata la progenitrice sia del moderno Kangoo sia dell'Express arrivato a rimpiazzarla nell'85. 

Renault 4 1961-1992

I motori derivavano tutti dal 4 cilindri da 747 cc della 4CV, di cui le versioni più potenti conservavano anche la cilindrata, ma erano dotati di un nuovo circuito di raffreddamento sigillato e altre migliorie. Più potenti (da 20 a 27 CV) e silenziosi dei bicilindrici raffreddati ad aria della 2CV, erano accoppiati a un cambio montato davanti all'asse, con un lunghissimo braccio di rinvio che portava alla leva posta anche qui in alto, accanto al volante.

Renault 4 1961-1992

Popolare e un po' speciale

Nei 31 anni di carriera del modello, la meccanica non subì mai autentiche rivoluzioni: i motori furono leggermente potenziati e poi sostituito da più moderne utilità 950 e 1100 (34 CV, il massimo mai visto), i freni ricevettero soltanto molti anni dopo il lancio, nel '77, il doppio circuito idraulico e più tardi i dischi anteriori, mentre comfort e versatilità furono incrementati con imbottiture e rivestimenti migliori, strumentazioni più ricche, sedili posteriori ripiegabili ecc... Ma in sostanza la R4, rinominata nel '65 Renault 4, rimase la stessa.

Le tappe più significative della sua evoluzione ancora oggi si identificano con i restyling della mascherina, cambiata una prima volta con il passaggio a quella asimmetrica del '67 con fari integrati e stemma spostato sul lato destro, mentre nel '74 arrivò quella nera in plastica (diventata grigia qualche anno più tardi) che lo riportò al centro.

Renault 4 1961-1992

Degne di nota sono invece le edizioni speciali, create anche qui guardando alla 2CV per catturare a seconda dei casi il pubblico più giovane oppure quello femminile, che sulle prime non fu particolarmente attratto dall'utilitaria. Al gentil sesso fu dedicata la Parisienne, che per popolarità si può considerare equivalente alla 2CV Charleston, anche se per Citroën l'allestimento "per signore" sarebbe arrivato in realtà soltanto nell'85 con la Dolly. 

Renault puntò decisamente sul glamour: realizzata in collaborazione con la rivista Elle e prodotta dal '63 al '68, la Parisienne aveva color scuri ed eleganti con decorazioni laterali che riprendevano il motivo dei sedili, i quali potevano essere in tessuto scozzese o impagliati.

Renault 4 1961-1992

Altrettanto importanti furono poi la serie Safari del '75-78, con colori vivaci ripresi all'interno da strisce sul tessuto turchese dei sedili e cerchi verniciati, la Jogging dell'81, in serie limitata di 5.000 unità e distinta dalle strisce colorate lungo le fiancate. Più la nostalgica Sixties dell'85, proposta in tre combinazioni di colori e con tetto apribile, "tirata" in 2.200 esemplari. 

Renault 4 1961-1992

Primatista mondiale

Anche se si può pensare che dopo 30 anni persino il miglior progetto debba per forza diventare obsoleto, in realtà a chiudere la carriera della R4 fu principalmente l'entrata in vigore della normativa Euro 1, che dal '93 avrebbe imposto interventi sui motori giudicati non più convenienti sulle vetuste unità che equipaggiavano il modello.

L'eredità della "4" fu dunque raccolta, in modo differente, dalla rivoluzionaria Twingo lanciata appunto nel '93 come nuova base della gamma, e dal già citato multispazio Kangoo che nel '96 ne riprese lo spirito a metà tra il familiare e l'utilitaristico.

Renault 4 1961-1992

Alle spalle, la R4 ha però lasciato una serie di primati ancora ineguagliati: la produzione, distribuita in oltre 20 paesi del mondo (Belgio, Spagna, Portogallo, Jugoslavia e Grecia, varie fabbriche in Africa, America centrale del Sud, Australia, Taiwan e Ceylon) ha totalizzato oltre 8.130.000 unità facendone la terza auto della storia, dopo il Maggiolino e la Ford T, per esemplari prodotti. Oltre che, ovviamente, la prima di Casa Renault e di tutta la Francia.

Tra questi non dobbiamo dimenticare quelli marchiati Alfa Romeo e sfornati dagli stabilimenti del Portello e di Pomigliano d'Arco, dove la francesina fu assemblata dalla fine del '62 al '64 analogamente alle sue sorelle Dauphine e Ondine.

Fotogallery: Renault 4 1961-1993