Incentivi, agevolazioni fiscali e ambiente tra i motivi emersi nel sondaggio Top Thousand che prevede un +250% di hybrid in 12 mesi

Il costante aumento delle vendite fatto registrare ogni mese dalle auto ibride, siano esse mild hybrid, full hybrid o plug-in hybrid, ha fatto sì che ormai quasi un'auto su tre venduta nel nostro Paese sia in qualche modo elettrificata.

Un fenomeno di mercato che vede le Case auto impegnate a proporre sempre più modelli ibridi e i clienti a sceglierle per i motivi più diversi, dalla libertà di circolazione alle ridotte emissioni inquinanti. Oltre ai clienti privati ci sono però sempre più aziende interessate all'auto ibrida e i gestori delle flotte aziendali che contribuiscono in maniera decisa a questo successo.

A confermarcelo ancora una volta c'è un interessante sondaggio fatto da Top Thousand (Osservatorio sulla mobilità aziendale) e dalla rivista Fleet Magazine che hanno intervistato 102 gestori di flotte aziendali partendo dalla domanda: "Qual è lo stato dell’arte della mobilità aziendale ibrida in Italia?"

Meno CO2 e consumi, più agevolazioni

L'inchiesta è basata su campione di oltre cento aziende di ogni dimensione (dalle grandi alle PMI) che gestiscono in tutto ben 118.439 veicoli (106.654 a noleggio) e 6.158 unità ibride. Questo significa che già oggi nelle aziende italiane il 5,2% del totale delle vetture utilizzate ha una motorizzazione ibrida, con una maggioranza di plug-in hybrid (35,8%), seguite da full hybrid (35,7%) e mild hybrid (28,4%).

Sondaggio Top Thousand 2021 sulle auto ibride aziendali

Andando a vedere le risposte che hanno dato i 102 fleet manager troviamo i motivi per cui le aziende scelgono sempre più le auto ibride per le loro flotte, con ai primi due posti la riduzione delle emissioni di CO2 e la responsabilità sociale d'azienda, ma senza dimenticare le agevolazioni fiscali ottenibili sulle ibride dal luglio 2020. Vediamoli uno per uno questi motivi, con le percentuali di risposte ottenute.

  1. 60% - Abbassamento delle emissioni medie di CO2
  2. 55% - Responsabilità sociale di impresa
  3. 36% - Agevolazioni nella circolazione
  4. 26% - Abbattimento dei consumi
  5. 22% - Chilometri percorsi dai driver
  6. 21% - Tassazione agevolata del fringe benefit (21%)
  7. 17% - Canoni di noleggio sempre più competitivi
  8. 13% - Esenzione del bollo
  9. 11% - Incentivi

L'auto aziendale è sempre più ibrida

È interessante notare che il 36% dei fleet e mobility manager intervistati dichiara di aver a sua volta fatto delle indagini interne all'azienda e un monitoraggio degli spostamenti per capire quali fossero le reali esigenze di mobilità dei singoli driver.

Sondaggio Top Thousand 2021 sulle auto ibride aziendali
Sondaggio Top Thousand 2021 sulle auto ibride aziendali

Questo ha portato, ad oggi, a un utilizzo così suddiviso delle auto ibride: l'89% è assegnato come fringe benefit, ovvero come auto aziendale per i singoli dipendenti, mentre il restante 11% è condiviso tra più lavoratori. 

Previsioni oltre il raddoppio in 12 mesi

A ribadire la volontà delle aziende di puntare sempre più sull'auto ibrida c'è poi una previsione di crescita del 250% nei prossimi dodici mesi. Settantacinque fleet manager sui centodue interpellati dicono di voler aumentare in maniera decisa la quota di auto MHEV, HEV e PHEV in flotta, portando ad una crescita di 15.500 unità nel giro di un anno.

Sondaggio Top Thousand 2021 sulle auto ibride aziendali

Da non sottovalutare è poi il tema dei canoni di noleggio delle auto ibride che, secondo i dati registrati da due fleet manager su tre, sono rimasti invariati o addirittura calati negli ultimi due anni. Questo dipende dalla maggiore offerta di modelli, dal miglioramento dei valori residui, dagli incentivi statali e dai bassi costi di manutenzione.

Nel presentare i risultati dell'indagine, il presidente di Top Thousand, Gianfranco Martorelli, ha detto:

"Lo studio elaborato su un campione altamente rappresentativo evidenzia la ormai consolidata propensione a inserire veicoli ibridi in flotte aziendali, in particolare plug-in hybrid. L’impatto della pandemia non sembra aver rallentato questo processo; le nuove norme penalizzanti sul fringe benefit e gli incentivi governativi stanno anzi supportando questa transizione che si preannuncia inesorabile, ma graduale.

La svolta elettrica ci sarà e la mobilità aziendale come sempre farà da apripista, ma ci vorranno diversi anni. Fino ad allora l’ibrido (in particolare il plug-in) rappresenterà una soluzione concreta e sostenibile per ridurre in modo significativo le emissioni del proprio parco, evitando le ansie e le attuali limitazioni connesse alla tecnologia elettrica”.

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