La velocità peggiora sicurezza ed efficienza, quest'ultimo tema fondamentale per le auto elettriche

Cinquanta metri al secondo. Questa è la distanza che si compie quando si viaggia a 180 km/h, la velocità massima raggiungibile dalle Volvo e, dal prossimo anno, anche dalle Renault.

Il motivo di questa decisione è duplice: sicurezza e rispetto dell’ambiente. A queste due motivazioni se ne potrebbe aggiungere una terza. Ma andiamo per ordine.

La sicurezza

La velocità è il principale fattore di sicurezza stradale. L’energia sviluppata dal corpo della vettura aumenta con il quadrato delle velocità. Vuol dire che raddoppiando la velocità, si quadruplicano gli spazi di frenata e la violenza di un eventuale impatto.

Il dato fisico è innegabile e, se è vero che il 95% degli incidenti avvengono per errore umano e solo il 9% in autostrada, sono la velocità e la sua errata valutazione a determinare in definitiva la pericolosità di una situazione.

Nel 2019 sono stati 22.800 i morti sulle strade e 120mila feriti gravi, un costo sociale di 280 miliardi di euro, pari al 2% del pil totale. Dal 2010 al 2019 il miglioramento è stato del 23%, ma non basta. La Commissione Europea ha l’obiettivo di ridurre le vittime della strada del 50% entro il 2030.

La sostenibilità

La velocità è anche uno dei principali fattori di consumo e, dunque, delle emissioni di CO2. Lo è sempre di più con la crescente elettrificazione delle vetture. Al contrario dei veicoli spinti da motore a combustione interni, gli elettrificati sono meno efficienti a velocità extraurbane e autostradali. Inoltre, a velocità costante, perdono la possibilità di recuperare energia.

Renault R5 Prototype, la nuova elettrica che guarda alla tradizione
Renault R5 Prototype

In UE meno del 20% dell’energia elettrica proviene da fonti rinnovabili, dunque anche il consumo di un’auto elettrica ha un impatto sulla CO2 emessa. L’obiettivo della UE è aumentare la quota di energia rinnovabile al 32% entro il 2030 e, con la crescente elettrificazione dei veicoli, tale fattore diventa fondamentale per agire sull’intera impronta di CO2 della mobilità.

L’approccio sistemico

Sta emergendo la consapevolezza che per affrontare queste due tematiche occorre un approccio sistemico che coinvolge il comportamento degli automobilisti e il dialogo tra veicolo e infrastruttura. In questo, il Safety Coach che equipaggerà la Megan-e nel 2022 rappresenta un ottimo esempio.

In questo caso la velocità massima sarà limitata a 160 km/h, ma quel che è più importante è che la Renault elettrica adatterà automaticamente la propria andatura in base sia ai limiti sia alla presenza di curve ed intersezioni, ma anche considerando il grado di attenzione del guidatore e le condizioni meteo.

Renault Megane Electric Spy Foto
Renault Megan-e, la foto spia

Tutto questo sarà possibile grazie alla connettività. Connettività, sicurezza e sostenibilità sono in cima all’agenda della Federazione Internazionale dell’Automobile e sono elementi inestricabili per il futuro della mobilità.

Il cambiamento accelera

Entrano in gioco fattori culturali e valoriali che coinvolgono necessariamente le case e il messaggio che esse trasmettono alla società. È questa la terza motivazione che spiega la scelta da parte di alcuni costruttori di limitare la velocità massima raggiungibile a 180 km/h.

Renault e Volvo sono accomunate dalla grande attenzione, anche in termini di immagine, che hanno sempre dato alla sicurezza. Con l’elettrificazione inoltre cambia anche il valore della velocità come elemento di piacere per la guida all’interno della mobilità.

Le auto elettriche garantiscono accelerazioni e riprese formidabili e invece generano ansia a velocità elevate, quando il guidatore vede l’autonomia potenziale precipitare inesorabilmente.

Il nuovo appagamento

Resta da chiedersi perché 180 km/h e non invece 130 km/h, ovvero il limite di velocità autostradale. Anche qui entra in gioco il fattore culturale con un risvolto psicologico. L’automobilista è sempre più pronto a riconoscere nella sicurezza e nell’efficienza valori non solo vitali, affettivi e materiali, ma sociali. La velocità è praticamente scomparsa sia dalla comunicazione sia dalle trattative in concessionaria. L’automobilista però non è ancora pronto ad acquistare una vettura “lenta”.

Va detto inoltre che ormai i 180 km/h sono raggiungibili praticamente da qualsiasi automobile e molte elettriche neppure permettono di raggiungere tale limite. I 180 km/h dunque appaiono già come un limite ragionevole e non mortificante, una scelta e non più una rinuncia. Al contempo, le auto elettriche o elettrificate stanno già facendo scoprire all’automobilista altre forme di appagamento che stanno pian piano erodendo il mito della velocità.

Fotogallery: Renault R5 Prototype