La proposta: e-fuels in cambio di crediti CO2 per le Case auto
220 firmatari, unem compresa, per chiedere all'Europa un nuovo schema che includa i carburanti low-carbon
Molti ormai sanno che i costruttori di auto devono rispettare i sempre più severi limiti di emissioni allo scarico di CO2, imposti dalla Comunità europea e calcolati sulla base dell'intera gamma dei modelli prodotti.
Forse sono meno le persone che conoscono invece il meccanismo dei crediti sulla CO2 o crediti di carbonio, uno schema secondo il quale le aziende, anche quelle che producono auto, riescono a ridurre l’impatto ambientale delle loro attività supportando progetti nazionali e internazionali di sviluppo sostenibile, anche di altre aziende.
Uno dei casi più famosi è quello dell'ex FCA che aveva acquistato i "crediti green" di Tesla. Questo scambio potrebbe un giorno avvenire anche tra i Costruttori e i petrolieri, o almeno questo è quello che chiedono i 220 firmatari del documento inviato al vice presidente della Commissione europea, Frans Timmermans.
Petrolieri e Costruttori uniti per ridurre la CO2
Nella nota che contra tra i firmatari anche l'unem (Unione energie per la mobilità - ex Unione Petrolifera) propone all'Europa
"l’adozione di un nuovo meccanismo di scambio volontario di crediti sulla CO2 risparmiata con l’uso di carburanti low-carbon tra produttori di fuels e costruttori di auto."
In pratica la proposta chiede la revisione del regolamento europeo sugli standard delle emissioni di CO2 per auto e camion, che attualmente vengono considerate solo allo scarico. La modifica permetterebbe, sempre secondo i firmatari, di
"cogliere i vantaggi dei carburanti liquidi a basso o nullo contenuto di carbonio che possono dare una reale contributo per raggiungere l’obiettivo della decarbonizzazione dei trasporti in modo sostenibile economicamente e socialmente."
Per una maggiore conoscenza e diffusione degli e-fuels
Nella stessa nota inviata a Timmermans sono poi citati due studi scientifici di Frontier Economics e un sondaggio a livello europeo che suggeriscono quanto sia importante e urgente valutare il ridotto impatto ambientale dei carburanti liquidi ottenuti da fonti rinnovabili come biomasse, rifiuti, idrogeno verde e CO2.
Fra i principali firmatari dell'iniziativa segnaliamo anche alcune delle più importanti aziende e associazioni attive nel settore della raffinazione e distribuzione di carburanti, lubrificanti e prodotti derivati dal petrolio, ma anche trasporti e tutta la relativa filiera.
I firmatari italiani
- Eni S.p.A
- FPT Industrial S.p.A
- Iveco S.p.A
- Landi Renzo S.p.A
- New Holland Agriculture
- Snam S.p.A
- Anfia
- Assocostieri
- Assogasmetano
- Assopetroli Assoenergia
- Federchimica Aispec
- Federchimica Assogasliquidi
- Federmetano
- NGV Italy
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