Bosch apre una fabbrica di chip in Germania
Non scongiura la crisi di semiconduttori in corso, ma l'impianto da un miliardo di euro è comunque un primo (grande) passo
Un miliardo di euro. Questo è quanto ha speso Bosch per l'apertura di una fabbrica di chip in Germania. A oggi questo è l'investimento più grande mai sostenuto dal fornitore tedesco, anche in vista di una corsa all'auto elettrica e alla guida autonoma.
L'impianto di semiconduttori, situato vicino alla città di Dresda, entra in funzione in un momento molto delicato per il settore automobilistico, che si trova in una crisi causata dalla carenza di chip - gli stessi che verranno prodotti nella fabbrica Bosch appena inaugurata.
Non basta, ma aiuta
La fabbrica di chip Bosch, per quanto grande, non potrà fare realmente una grande differenza nella crisi globale di approvvigionamento di semiconduttori che ha costretto molte Case a rallentare - e in certi casi addirittura fermare temporaneamente - la produzione.
Tuttavia, la produzione dell'impianto tedesco potrebbe almeno in parte mettere al "riparo" Bosch e i suoi clienti chiave, con un quantitativo di semiconduttori che non fermerà la crisi ma potrebbe permettere a certi marchi di ridurre i rallentamenti produttivi.
A tal proposito, il membro del Consiglio di Amministrazione Bosch Harald Kroeger ha detto:
"Ogni chip che facciamo qui a Dresda è un chip in meno che manca all'appello. E questo aiuta".
Asif Anwar, di Strategy Analytics, si è espresso così:
"Il FAB (impianto di fabbricazione dei chip) può aiutare a isolare Bosch e i suoi clienti in qualche modo, ma è improbabile che serva da riempitivo per le attuali carenze che si stanno verificando nel mercato automobilistico."
Stando a quanto detto da Kroeger, Bosch ha sostenuto una spinta strategica più ampia da Bruxelles, che mira a far riprendere in modo consistente la produzione di chip in Europa: secondo l'ultimo piano, la quota europea della produzione mondiale di semiconduttori deve raddoppiare (arrivando al 20%) entro il 2030.
L'impianto Bosch, che ha ricevuto 200 milioni di euro in contributi statali, inierà la sua produzione di chip per utensili elettronici a luglio di quest'anno, mentre quella di semiconduttori automobilistici seguirà a partire da settembre.
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