La Peugeot RCZ è un’auto recente, moderna, ma il suo stile da subito è stato considerato seducente da molti appassionati, oltre che rappresentativo rispetto al talento di Peugeot nel creare un qualcosa che andasse davvero oltre gli schemi.

A distanza di pochi anni la RCZ, soprattutto nella versione “R”, può già essere considerata un oggetto da collezione? Scopriamolo insieme al nostro Andrea.

Ricercata sensualità

La RCZ è stata presentata al Salone di Francoforte nel 2009 con soluzioni estetiche e proporzioni molto simili al Concept svelato soltanto due anni prima. Il fatto che Peugeot ne abbia affidato la produzione all’austriaca Magna, è un dettaglio importante che sottolinea la peculiarità di questo modello che, come non accadeva da 80 anni, ha un nome lettere e non in numeri.

Derivata dalla piattaforma 2 della 308, la RCZ è assai diversa: Lunga 4.287 mm e larga 1845 mm, ha un'altezza di 1.359 mm e il passo di 2.612 mm, con la vista laterale che è quella rappresentativa di questa trazione anteriore alla francese.

Lo sbalzo tra asse anteriore e portiera è ridottissimo, l’abitacolo è assai avanzato, ma sopra ogni cosa (letteralmente) c’è il tetto che diventa ben presto il simbolo di questo modello, grazie alla doppia gobba inventata da Zagato, che si prolunga fino al lunotto.

La coda è poi arricchita dal doppio terminale cromato mentre sulla sommità c'è lo spoiler che fuoriesce automaticamente in due fasi: si inclina di 19 gradi a 85 km/h e di 34 gradi oltre 155 km/h.

Dentro invece, nonostante la strumentazione della 3008, c’è un bell’orologio analogico e una buona ergonomia, assicurata anche dai sedili alti e sportivi con poggiatesta integrato. Se la parte anteriore però è ben abitabile, i sedili posteriori sono poco più che simbolici, ma si possono abbattere aumentando il vano bagagli da 321 a 639 litri.

La “R” è firmata Peugeot Sport

I motori sono tutti turbo 4 cilindri e ad iniezione diretta, accoppiati a cambi con 6 rapporti o sequenziale, in opzione col benzina: si parte dal 1.6 a benzina con turbo twin scroll da 156 CV, poi (in ordine di potenza) si passa al 2 litri diesel da 163 CV e 340 Nm per poi ripassare al benzina THP dotato di distribuzione con doppia fasatura e alzata delle valvole di aspirazione variabili da 200 CV, che spingono la RCZ fino a 237 km/h e la fanno scattare da 0 a 100 in 7,5 secondi.

Ma per chi sta scrutando il web in cerca della RCZ da collezione, allora è bene menzionare adeguatamente la “R”, la più sportiva di tutte. Arrivata circa un anno dopo il restyling di mezza vita di questo modello, la RCZ R è stata la prima stradale firmata di fatto da Peugeot Sport: alettone fisso, prese d’aria maggiorate, cerchi da 19” pollici con pneumatici 235/40 e ben 270 CV ottenuti modificando la turbina, il blocco motore, pistoni e bielle. Il risultato è appagante: 250 orari e 0-100 in meno di 6 secondi.

Prezzi? La “R” non scenderà

Rarissima in Italia, le RCZ R sono poco diffuse anche in Europa dove però qualche esemplare di seconda mano lo si trova in vendita per prezzi variabili tra i 20 e i 35 mila euro.

Volendo spendere molto meno e magari rimanere in Italia, ci sono le diesel-HDI, comunque Euro5, oppure le 1.6 THP benzina, con le più interessanti che si trovano a circa 10.000 euro: qualcosa in più per le 200 CV poco chilometrate e ben equipaggiate.

Il parallelismo con la TT ora è d’obbligo, anche se a mio avviso si tratta di due auto con una personalità distinta anche se ovviamente nei commenti potreste esprimere la vostra preferenza, su quale silhouette preferite, alla francese o alla tedesca? A voi l’ardua sentenza nei commenti del nostro video: Buona Visione!