ANFIA, ecco la strategia per il rilancio del trasporto pesante
Rinnovo parco circolante, sviluppo infrastrutture per alimentazioni alternative e via libera ai veicoli da 18 metri. Si riparte così
Nonostante un parco circolante tra i più vecchi d’Europa con un’età media di 13,4 anni sopra le 3,5 tonnellate e di 11,5 anni per i camion sopra le 16 tonnellate e una riduzione delle immatricolazioni del 40% dal 2007 al 2020 (35.442 vs 20.256), il trasporto merci su gomma rimane un settore fondamentale per quanto riguarda l’economia nazionale.
Proprio per questo motivo le associazioni ANFIA, FEDERAUTO e UNRAE hanno presentato durante la conferenza stampa “Roadmap per il rilancio del trasporto merci” una strategia futura composta da interventi mirati che possano in qualche modo portare ad un rinnovamento del parco circolante e ad un aumento della mobilità sostenibile all’interno del settore.
Stop ai veicoli ante Euro IV
Con l’obiettivo di diminuire l’impatto ambientale causato da veicoli inquinanti (in Italia circa il 56% dei camion sopra le 3,5 tonnellate sono omologati ante Euro IV), le associazioni puntano sull’aumento di incentivi fiscali per l’acquisto dei veicoli Euro VI, sull’attuazione della revisione obbligatoria, anche presso officine private, e sulla penalizzazione nell’utilizzo di veicoli ante Euro IV.
Per questo ultimo punto sono state proposti due interventi mirati: l’aumento dei costi per il passaggio di proprietà e l’azzeramento del rimborso dei pedaggi stradali e delle accise sui carburanti.
Serve un’infrastruttura omogenea
Un altro punto su cui si è concentrata l’attenzione delle Associazioni è la transizione energetica che sta vivendo il mondo dei trasporti a 360°. Risulta fondamentale infatti la ricerca e lo sviluppo non solo di sistemi di propulsione alternativi e a zero emissioni ma anche di infrastrutture distribuite omogeneamente su tutto il territorio.
ANFIA, UNRAE e FEDERAUTO, inoltre, chiedono a gran voce una norma che consenta la circolazione degli autoarticolati di lunghezza superiore ai 18 metri. In Italia, infatti, il limite massimo è di 16,5 metri. Questa modifica consentirebbe un carico maggiore su ogni mezzo di trasporto e la riduzione del numero di mezzi circolanti su strada con una conseguente ottimizzazione delle attività di logistica.
Fotogallery: Iveco S-Way 2021
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