In pochissimi anni, gli urban-SUV sono diventati così di moda da essere ormai una presenza del tutto ordinaria sulle strade, tanto che si rischia quasi di non ricordare più quand'è che questo filone ha iniziato a farsi largo nei listini delle Case. 

Basta però guardare indietro di appena un decennio per verificare che già allora diversi costruttori, tra cui Hyundai, stavano affinando il concetto di UAV (Urban Activity Vehicle) attraverso studi come Curb Concept, presentata al Salone di Detroit del 2011, che si può considerare in un certo senso la "nonna" dell'attuale Hyundai Bayon.

Deisgn americano

Curb Concept, opera del centro design Hyundai in California, era la sintesi di ciò che intendiamo oggi per SUV urbano ma anche che banco di prova per alcune novità tecnologiche tra cui il sistema di connettività avanzato Hyundai Blue Link.

L'aspetto è stato definito secondo i dettami del "Tough Tech Design", che potremmo riassumere come combinazione tra un interno high-tech e un esterno robusto vestito di linee futuristiche ma non troppo stravaganti.

Hyundai Curb Concept 2011
Hyundai Curb Concept 2011
Hyundai Curb Concept 2011

Nel frontale ad attirare di più l'attenzione era la sinuosa ottica principale, costituita da diodi luminosi dal design sottile e dalla vistosa tonalità bluastra, diventata poi caratteristica distintiva per le versioni ecologiche dei modelli Hyundai. Anche i fanali posteriori a LED avevano un profilo sottile e a forma di "T".

High tech ma molto pratica

Dentro, gli elementi in grado di catturare l'occhio erano diversi. Su tutti, il design della console centrale, con un ampio schermo touch da 12 pollici affiancato da un piccolo quadro strumenti digitale e da un volante multifunzione che incorporava tutti i comandi del sistema multimediale. In aggiunta a questo c'era il grande schermo riflettente dell'head up display, una dotazione ai tempi non ancora arrivata su vetture al di sotto del segmento C.

Idem per la tecnologia Blue Link che proprio con questa concept car si è presentata al grande pubblico e che oggi è ampiamente disponibile sulle vetture di serie Hyundai. Permette di ricevere telefonate rilevando la posizione del chiamante e registrandola come punto di interesse (POI) in modo da poterla impostare come destinazione per il sistema di navigazione.

Hyundai Curb Concept 2011
Hyundai Curb Concept 2011
Hyundai Curb Concept 2011

Inoltre, grazie alla funzione Blue Link Location Sharing, anche il conducente può condividere la sua posizione in tempo reale attraverso i social network ed essere egli stesso localizzato come punto di interesse dal sistema di navigazione del veicolo.

Hyundai Curb Concept 2011

Tornando a Curb Concept, anche il selettore del cambio automatico "Direct Shift Gearbox" è stato perfettamente integrato alla sinistra della console centrale, in posizione rialzata in modo da renderne più facile l'utilizzo. Quanto ai sedili, erano 4 e singoli, tutti con appoggiatesta integrati. Non mancavano un ampio tetto apribile panoramico e un vano di carico generoso e versatile con portapacchi pieghevole e portabiciclette rimovibile.

Turbobenzina con start&stop

Curb Concept non puntava ancora sull'ibrido o sull'elettrico ma era equipaggiata con un moderno motore 1.6 benzina della famiglia Gamma, con iniezione diretta (GDI) e turbocompressore, che offriva una potenza massima di 175 CV e 230 Nm di coppia. Il sistema start&stop ISG contribuiva a ridurre il consumo nel ciclo urbano consentendo alla concept car di dichiarare un consumo di soli 5,8 litri per 100 chilometri.