All'inizio del ventesimo secolo hanno fatto la loro comparsa in campo aeronautico diversi motori a doppia accensione: le due candele per ogni cilindro garantivano non solo un aumento della sicurezza, riducendo i rischi in caso di guasti o malfunzionamenti, ma anche un incremento di potenza e di rendimento, a parità di cilindrata.

I vantaggi di questa soluzione hanno attirato l'attenzione di diverse Case automobilistiche, in particolare quelle impegnate in ambito sportivo. Tra queste Alfa Romeo, che l'ha sperimentata sulla monoposto Grand Prix nel 1914 per poi rispolverarla all'inizio degli anni '60 sulle Giulia TZ e la GTA.

Già allora, la Casa del Biscione intendeva provare ad adattare il sistema sui propulsori delle vetture stradali, ma il progetto è stato avviato soltanto nel 1976, quando i tecnici Alfa Romeo (sotto la guida di Cesare Bossaglia) hanno iniziato a sviluppare la tecnologia conosciuta come  “Twin Spark” e introdotta per la prima volta nel 1987 sul motore 2.0 litri della Alfa 75.

I Twin Spark a 8 valvole 

Il motore che ha portato al debutto il sistema Twin Spark derivava dalla famiglia dei bialbero Alfa Romeo, una serie di 4 cilindri in linea aspirati con testa e basamento in lega di alluminio e 2 alberi a camme comandati da una singola catena di distribuzione, che azionavano 2 valvole per cilindro.

La principale differenza riguardava proprio le valvole, riposizionate con un angolo più stretto per lasciare spazio alle due candele. Nei Twin Spark 8V queste avevano dimensioni uguali, si accendevano contemporaneamente ed erano disposte simmetricamente intorno all'asse verticale che passa per i centri delle valvole di aspirazione e di scarico, perché lo spazio non era sufficiente per posizionarle al centro. 

Le cilindrate di queste varianti andavano da 1.7 a 2.0 litri con potenze comprese tra 115 CV e 148 CV.

I motori Twin Spark di Alfa Romeo

I Twin Spark a 16 valvole

Pur molto simili, i motori Twin Spark con 16 valvole non erano semplicemente l'evoluzione dei 2 valvole, ma di una famiglia di motori Fiat chiamata "Pratola Serra", dal nome dello stabilimento in cui erano costruiti, e avevano cilindrate comprese tra 1.4 e 2.0 litri, con potenze da 103 CV a 155 CV.

Le principali differenze, oltre alle 4 valvole per cilindro, stavano nel blocco motore realizzato in ghisa invece che in alluminio, con conseguente aumento della resistenza e riduzione dei costi di produzione, l'azionamento a cinghia degli alberi a camme e l’impiego di due candele di dimensioni differenti.

I motori Twin Spark di Alfa Romeo

Quella più grande era posizionata al centro del cilindro come di consueto nei motori plurivalvole,  mentre la seconda, di dimensioni più contenute, era situata sul bordo. La doppia candela non si limitava a incrementare le prestazioni e il rendimento, ma faceva anche lavorare il motore con un rapporto aria/benzina più "magro", riducendo così il consumo e le emissioni inquinanti.

I motori Twin Spark di Alfa Romeo

La loro carriera è terminata gradualmente all'inizio del nuovo millennio con l'avvento dell'iniezione diretta, che in Casa Alfa ha debuttato nel 2002 con il primo 2.0 JTS della 156. Questa consentiva un più preciso controllo della combustione e rendeva di fatto inutile la doppia accensione. Gli ultimi TS sono stati costruiti nel 2006.

Motore Cilindrata Potenza Modelli
1.7 8V 1993-1998 1.749 cc 115 CV Alfa Romeo 155
1.8 8V 1992-1997 1.773 cc 129 CV Alfa Romeo 155
2.0 8V 1987-1992 1.962 cc 148 CV Alfa Romeo 75, 164
2.0 8V 1992-1997 1.995 cc 143 CV Alfa Romeo 155, 164
1.4 16V 1997-2001 1.370 cc 103 CV Alfa Romeo 145, 146
1.6 16V 1997-2006 1.598 cc 105-120 CV

Alfa Romeo 145, 146, 147,

155, 156

1.8 16V 1997-2006 1.747 cc 140-144 CV

Alfa Romeo 145, 146, 155,

156, GT, GTV, Spider

2.0 16V 1995-2002 1.970 cc 150-155 CV

Alfa Romeo 145, 146, 

147, 155, 156, 166, 

GTV, Spider

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