Il 2020 è stato un anno particolare per la mobilità stradale, pensiamo soprattutto alla riduzione del traffico dovuta al lockdown nazionale imposto dal Governo a causa dalla crisi sanitaria provocata dalla pandemia di Covid-19.

Le statistiche provinciali sugli incidenti stradali fornite da Istat e ACI risentono in maniera evidente di quella particolare situazione, ma il dato che fa riflettere è purtroppo l'aumento dei decessi in alcune realtà regionali.

Meno vittime a livello nazionale

L’anno scorso si sono contati 118.298 incidenti con lesioni a persone, eventi che hanno causato 2.395 decessi e 159.248 feriti con una media, rispettivamente, di 324 incidenti, 6,5 morti e 436 feriti al giorno. 

La riduzione degli spostamenti ha avuto effetti positivi sulla riduzione del numero di vittime in cinque regioni italiane. La Valle d’Aosta non ha avuto nessun decesso, la Calabria ha avuto un decremento del 41% rispetto al 2019, così come la Basilicata ha registrato il 38% in meno di morti, seguita dall’Emilia-Romagna con il 37% e dal Friuli-Venezia-Giulia con il 35%.

Dati sulla "mobilità dolce" in controtendenza

L’obiettivo dell’Unione Europea riguardo il numero dei decessi per incidenti stradale è stato raggiunto da 37 province e da 5 regioni nell’anno 2020. Se grazie ai periodi di lockdown c’è stata un’evidente diminuzione del numero di incidenti, morti e feriti in molte regioni, lo stesso non si può dire per la “mobilità dolce”.

In almeno metà delle provincie italiane non si è verificata una riduzione delle morti per quei sinistri che hanno coinvolto persone a piedi, in bici o con monopattini elettrici, mezzi particolarmente utilizzati nelle città.

Più decessi in 17 province

Purtroppo in 17 delle 107 province italiane il numero dei decessi causati da incidenti stradali ha registrato un aumento. Il riferimento è ad Oristano che ha avuto un incremento del 140% con 12 morti rispetto ai 5 del 2019, Barletta-Andria-Trani con 120% in più di vittime in confronto all’anno precedente, 22 nel 2020 e 10 nel 2019, e Sud Sardegna che ha avuto un aumento del 76.5% dei decessi, 30 morti contro i 17 del 2019.

I dati delle due province sarde fanno sì che la regione sia l’unica italiana con più morti rispetto all’anno precedente. Sud Sardegna e Oristano rientrano nelle 16 province con indice di mortalità - morti per 100 incidenti - del doppio superiore in confronto alla media nazionale (2,02) con rispettivamente 7,8 e 5,8 vittime ogni 100 sinistri.

I costi sociali

Se nel decennio 2010-2020 si sono verificati complessivamente 7.700 decessi in meno in seguito a incidenti stradali a livello nazionale, in sette province, Lodi, Bolzano, Piacenza, Pistoia, Isernia, Trapani, Enna, il numero delle vittime è stato superiore rispetto al 2010.

Per quanto riguarda i costi sociali i numeri dipendono dalla dimensione e dalla gravità del fenomeno. Le province di Roma e Milano sono le peggiori con rispettivamente 945 e 631 mln di euro, seguite da Napoli e Torino e con 377 e 370 mln, mentre Piacenza, Livorno e Genova le province con il maggior costo sociale rispetto alla popolazione – rispettivamente 328, 317 e 315 euro per abitante.