Una Porsche 356 si trasforma in un gatto delle nevi per beneficienza
Percorrere tutti i continenti con una Porsche 356 per beneficienza. E una volta arrivati in Antardite spuntano cingoli e sci
Con ogni probabilità se vi chiedessero di attraversare l'Antartide con qualsiasi mezzo a motore una Porsche 356 sarebbe l'ultima delle vostre scelte. Affascinante e ricca di storia, la mamma di tutte le Porsche, ma decisamente fuori luogo in mezzo a nevi e ghiacci perenni del Polo Sud.
Ma se dietro c'è un progetto di beneficienza e la Porsche 356 vi ha accompagnato tra i luoghi più inospitali del mondo allora si può fare, basta avere tanta pazienza, una buona idea e meccanici specializzati al vostro servizio.
Esattamente ciò che ha messo in campo Renee Brinkerhoff, pilota e fondatrice della Valkyrie Racing che nel 2017 ha dato vita al Progetto 356, col quale si propone di raccogliere fondi da destinare ad associazioni che si occupano di bambini a rischio. Da lì la sfida: percorrere alcuni dei tracciati più impegnativi del mondo in tutti i Continenti, Antartide compreso, per raccogliere 1 milione di dollari.
Dove andiamo non servono ruote
E se dalla Alpi alle piramidi, passando per le vette andine e i rocciosi deserti americani delle "semplici" ruote sono sempre bastate allo scopo, il freddo polare ha costretto Renee Brinkerhoff e il suo team a riconsiderare il tipo di trazione da utilizzare. E cosa c'è di meglio dei cari vecchi cingoli, uniti a classici sci?
Tra il dire e il fare c'è però di mezzo un mare (di neve e ghiaccio) da affrontare, e allora ecco che è sono stati chiamati lo specialista di viaggi estremi Kieron Bradley e la Tuthill Porsche, azienda britannica famosa per il proprio lavoro sulle 911 da rally e la creazione della Singer ACS.
Prima di tutto via le ruote e al loro posto ecco comparire degli sci all'anteriore e dei cingoli al posteriore, attaccati a speciali barre di rinforzo e non alle sospensioni, cosa che li avrebbe sollecitati eccessivamente. Naturalmente gli sci sono sterzanti e utilizzano i comandi originali della Porsche 356. Una serie di modifiche che, dicono gli ingegneri, permette di avere un effetto "galleggiamento" superiore del 300% rispetto ai già perfetti veicoli di supporto utilizzati in Antardite.
Oltre al vistoso aggiornamento la speciale Porsche d'epoca monta pannelli solari capaci di fornire fino a un massimo di 150W al sistema di bordo, assieme a uno speciale cric in grado di sollevare fino a 4 tonnellate, un compressore da 12 volt, rollbar e un sistema per uscire dai finestrini posteriori in caso di pericolo o ribaltamenti.
Come una volta
A guardarla la Porsche 356 pronta ad affrontare le proibitive condizioni antartiche sembra quindi lontanissima parente dell'originale firmata da Ferdinand Porsche, ma in realtà mantiene alcune caratteristiche peculiari. Prima di tutto il motore boxer rigorosamente raffreddato ad aria, assieme alle forme sinuose della coupé che diede il via all'epopea della Cavallina.
Un'auto stravolta sotto molti punti di vista, già elaborata nel 2013 per partecipare alla La Carrera Panamericana dello stesso anno, dove Renee Brinkerhoff divenne la prima donna a trionfare in una delle gare più dure e impegnative del Globo. Certo, anche in questo caso non l'auto ideale ma, citando il dottor Emmett Brown "Perché non usare una bella automobile?".
Da lì l'idea del Progetto 356, con più di 20.000 miglia (circa 32.000 km) all'attivo.
Fotogallery: Cingoli e sci per la Porsche 356 che attraverserà l'Antardite
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