La corsa alle zero emissioni non è una vera e propria novità, perché tantissimi marchi se la sono posti come obiettivo, e anche molte nazioni - tramite il Cop26 - hanno deciso di raggiungere la neutralità carbonica in generale, non solo nel settore auto. Kia, in occasione del teaser dell'elettrica EV9 (nella foto sopra), ha già esposto un vero piano strategico per tutta l'azienda, con una data chiara come scadenza: il 2045.

E nel piano si parla di un cambiamento da "semplice" costruttore di auto a "fornitore di servizi di mobilità sostenibile", che sfrutta energia rinnovabile e che riduce le emissioni di carbonio in ogni aspetto operativo, dalla fornitura, alla logistica, alla produzione e all'uso dei veicoli, fino allo smaltimento dei rifiuti. In pratica, entro il 2045 la riduzione del carbonio deve essere del 97% rispetto al 2019.

Si parte dalla quotidianità

Per definizione, la neutralità del carbonio è "l'equilibrio fra la CO2 emessa nell'atmosfera e la CO2 assorbita e smaltita dall'atmosfera". Il raggiungimento di tale obiettivo per Kia si basa su tre pilastri fondamentali:

  • Mobilità sostenibile
  • Pianeta sostenibile
  • Energia sostenibile

La maggior parte delle emissioni di carbonio generate dall'industria automobilistica proviene direttamente dall'utilizzo quotidiano dei veicoli che circolano su strada.

Ecco perché Kia ha come obiettivo primario la produzione di veicoli esclusivamente elettrici (BEV) o a celle a combustibile (FCEV) - il cui primo modello debutterà nel 2028 - nei principali mercati mondiali entro il 2040, e per l'Europa addirittura già nel 2035 (parlando di BEV, come la EV6 e la futura EV9).

Foto - Kia EV6, la prova
Kia EV6

L'acciaio diventa verde

La circolazione di veicoli elettrici, per dirla in maniera semplice, non ha effetti positivi davvero profondi se il contorno continua a inquinare. Kia quindi promuove l'utilizzo di nuove risorse eco-friendly.

Uno dei maggiori inquinatori a livello mondiale è tradizionalmente l'industria siderurgica, sin dalle rappresentazioni artistiche dei cieli grigi sopra le città interessate dalle prime rivoluzioni industriali.

A questo proposito, oltre a un sistema di monitoraggio delle emissioni delle aziende partner entro il 2022 - che porteranno soluzioni mirate ove necessario, in base ai dati registrati - la Casa coreana prevede un largo impiego del cosiddetto "acciaio verde".

Per chi non lo sapesse, l'acciaio è un materiale ferroso riciclabile al 100%, il che lo fa entrare di diritto nell'economia circolare che non produce - o quantomeno minimizza - i rifiuti. Il vero problema dell'acciaio è la sua produzione, che invece avviene tramite processi non del tutto sostenibili.

L'acciaio verde quindi è un acciaio tradizionale nella struttura molecolare, nelle caratteristiche fisiche e nella sua capacità di esser riciclato, ma viene prodotto tramite un processo eco-compatibile in cui l'uso dei combustibili fossili viene ridotto al minimo.

Se vi chiedete come, la risposta è l'idrogeno: esso infatti è in grado di alimentare un impianto di preridotto ferroso e la carica dell'altoforno. Il carbonio rimane ancora fondamentale per determinati processi di riscaldamento delle tubiere (benché buona parte si possa sostituire con del gas naturale), ma sono in corso studi in merito a una sostituzione completa.

Compensare grazie all'ecosistema marino

Nel perseguimento dell'obiettivo di neutralità carbonica, oltre all'acciaio verde c'è un'altra risorsa che proviene direttamente dalla natura: l'ecosistema marino, e in particolare dalle alghe che possono assorbire ciò che viene definito Carbonio Blu.

Il carbonio blu è il carbonio assorbito e immagazzinato in alghe e distese fangose dell'ecosistema marino, che va a diminuire in modo molto efficace la quantità di anidride carbonica presente nell'atmosfera.

In sostanza Kia andrà a ripristinare e successivamente a conservare le zone costiere umide della Corea, utilizzando l'estrazione di fanghi dalle pianure, che non mancano nel paese asiatico.

Ciò richiede la collaborazione con partner esterni, in primis "The Ocean Cleanup" - organizzazione no-profit che sviluppa e sfrutta diverse tecnologie per liberare gli oceani dalla smodata quantità di plastica che li occupa. E ovviamente, oltre a rimuovere il materiale dalle distese oceaniche, il problema andrà risolto impedendo che tale rifiuto venga scaricato in mare.

La collaborazione diretta fra Kia e The Ocean Cleanup prevede la fornitura da parte della Casa coreana di materiale per la costruzione degli Interceptor, utilizzati nei fiumi per bloccare i rifiuti di plastica a monte del percorso, prima che sfocino in mare. Questi stessi rifiuti verranno raccolti e riciclati per la creazione di nuovi materiali da utilizzare nella produzione di veicoli, tant'è che entro il 2030 Kia intende aumentare del 20% l'attuale quota di riutilizzo della plastica.

Zero emissioni anche per le fabbriche

Per fare un riepilogo, per Kia il 2030 vedrà il 20% in più di plastica riciclata, il 2035 segnerà la fine dell'era termica in Europa, seguita dall'elettrificazione totale e dalle celle a combustibile in tutti i mercati principali entro il 2040. Rimane quindi solo la scadenza del 2045, che indica il raggiungimento delle zero emissioni in ogni fase del ciclo produttivo con l'adesione al programma RE100.

Entro il 2030 tutta l'energia dei siti esteri di Kia sarà prodotta da fonti rinnovabili (e la Slovacchia ha già raggiunto l'obiettivo prefissato), entro il 2040 la transizione sarà completa anche per tutti i siti nazionali di Kia ed entro il 2045 aziende, sedi legali, siti produttivi e filiali - sia coreane che estere - sfrutteranno esclusivamente energia rinnovabile, in particolar modo quella solare in Corea, Stati Uniti, Cina e India, ma anche quella delle celle a combustibile e dell'idrogeno verde.

Alla fine di tutto il processo di trasformazione, la quantità di carbonio emessa da tutto il processo fornitura-produzione-utilizzo-smaltimento dei veicoli Kia e in generale dal funzionamento dei poli produttivi nel 2045 deve essere del 97% in meno rispetto a quanto registrato nel 2019.

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