Sono tante le Case automobilistiche che nel corso della loro storia hanno deciso di equipaggiare alcuni dei loro modelli con propulsori che sfruttano architetture differenti rispetto a quella tradizionale con i cilindri in linea.

Tra queste troviamo anche Lancia che nel 1960 ha equipaggiato la prima generazione della berlina Flavia con un nuovo e inedito motore a 4 cilindri boxer che proponeva interessanti soluzioni tecniche come l’utilizzo della lega di alluminio per la produzione della testata e del basamento, il raffreddamento ad acqua e la disposizione delle valvole di aspirazione e di scarico a V.

Un po’ di storia

Nel 1955, l’uscita di scena degli eredi del fondatore Vincenzo Lancia dalla direzione della Casa torinese segnò un profondo periodo di stallo nello sviluppo e nella progettazione di modelli in grado di portare avanti il pensiero innovativo, tecnologico e creativo delle vetture prodotte da Lancia. 

Proprio per questo motivo subito dopo aver acquistato l’azienda, il finanziere Carlo Pasenti decise di mettere a capo della direzione tecnica l’Ing. Antonio Fessia, uno dei più importanti progettisti italiani, al quale venne affidata la realizzazione di un nuovo modello da inserire tra la piccola Appia e la più grande Flaminia: la Lancia Flavia.

Lancia, i motori più innovativi
La meccanica della Lancia Flavia

La prima generazione

Montata in posizione longitudinale, la prima generazione del 4 cilindri boxer disponeva di interessanti soluzioni tecniche, come i giunti omocinetici che trasmettevano la coppia sulle ruote davanti (era la prima auto di serie italiana a trazione anteriore), e il telaio ausiliario che ne abbassava ancora di più la posizione a tutto vantaggio della dinamica di guida e l’utilizzo di tasselli elastici che avevano il compito di diminuire le vibrazioni prodotte.

La prima versione del 1960 aveva una cilindrata di 1.500 cc e poteva contare su una potenza massima di 78 CV ma poco dopo, nel 1963, viene introdotta una seconda variante da 1.800 cc e 92 CV di potenza che si abbinava meglio alle dimensioni della vettura e alle aspettative della clientela circa le prestazioni.

Nel 1965 il propulsore è stato dotato di un impianto di alimentazione a iniezione meccanica Kugelfischer che faceva salire la potenza a 102 CV. Successivamente la cilindrata del propulsore salì a 1.999 cc e nel 1971 venne introdotta per la prima volta l’iniezione elettronica Bosch che portò la potenza a 142 CV.

Lancia, i motori più innovativi
Lancia Gamma

La seconda generazione

Dopo l’acquisizione di Lancia da parte di Fiat, la Casa italiana iniziò a riflettere sullo sviluppo di una nuova ammiraglia che potesse in qualche modo riportare il brand al top del mercato automobilistico. Dopo diversi anni, più precisamente, nel 1976 venne lanciata la Lancia Gamma, equipaggiata con una nuova generazione del 4 cilindri boxer da 2.484 cc in grado di erogare fino a 140 CV in versione con carburatore.

Un propulsore all’avanguardia che faceva della leggerezza uno dei suoi punti di forza: con i suoi 160 kg, infatti, è ancora oggi il 2,5 litri più leggero mai prodotto. A questo è stato affiancato prima un propulsore da 1.999 cc con 120 CV e successivamente nel 1980 la versione da 2,5 litri con iniezione elettronica Bosch L-Jetronic. Il 4 cilindri boxer, l’ultimo propulsore progettato e realizzato interamente da Lancia, rimase in produzione fino al 1984 quando venne sostituito dal 4 cilindri in linea della Thema.

Motore Potenza Produzione Modelli
1,5 litri 78 CV 1960 Lancia Flavia
1,8 litri da 92 a 102 CV 1963 Lancia Flavia
2,0 litri 142 CV 1971 Lancia Flavia
2,5 litri 140 CV 1976 Lancia Gamma
2,0 litri 120 CV 1976 Lancia Gamma

Fotogallery: Lancia, i motori più innovativi