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La "neutralità" è ormai un vero e proprio modello di business

La decarbonizzazione e l'impatto zero stanno assorbendo i maggiori investimenti anche in Audi. Ecco perché

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Il difficile passaggio all'elettrico è soltanto la punta dell'iceberg dell'ancor più complesso impegno delle Case auto europee, così come di tutte le aziende a livello continentale, verso gli obiettivi di neutralità carbonica richiesti dall'UE entro meno di trent'anni, ma su cui i costruttori vogliono assolutamente arrivare in anticipo.

La ragione di questo sforzo, che rischia di assorbire più investimenti di qualunque rivoluzione tecnologica e di prodotto vista fin qui, è che la transizione green non è soltanto una scadenza da rispettare o una buona pratica, ma una necessità anche a livello di immagine, per così dire. Su cui, pur avendo obiettivi a livello di gruppi, anche i singoli marchi si muovono in modo parzialmente autonomo, come dimostrano i piani specifici di Audi rispetto al resto del colosso Volkswagen.

Questo perché le "performance green" sono entrate ormai da tempo nella lista dei parametri con cui vengono valutate le aziende, non soltanto a livello di marketing, ma anche dalle agenzie di rating, le cui classifiche sono il punto di riferimento per gli investitori, e diventano sempre più importanti anche (e soprattutto) per i costruttori premium ogni giorno che passa.

Investimenti senza precedenti

La posizione della Casa di Quatto Anelli è recentemente stata confermata dal direttore di Audi Italia, Fabrizio Longo, che - in occasione di un evento di sponsorizzazione - ha colto l'occasione per ribadire a Motor1.com Italia la visione aziendale circa la priorità della decarbonizzazione:

"Bisogna avere coerenza e noi ce l'abbiamo. Siamo impegnati in una trasformazione radicale dei nostri processi produttivi: da qui al 2025 investiremo 38 miliardi di euro, poco più della metà dei quali per ristrutturare i nostri asset produttivi e renderli realmente carbon neutral. E tutte le EV che Audi porta su strada sono già carbon neutral. Quello della sostenibilità ambientale sarà il mantra con cui verranno riconvertiti tutti i nostri stabilimenti e sarà anche la chiave di volta e la discriminante per chi si pone sul mercato"

In sintesi, un piano di adeguamento globale, che va ben oltre l'ammodernamento di uno specifico stabilimento o di una linea produttiva. Considerando che un progressivo avvicinamento a una condotta più coscienziosa è già in atto da oltre un decennio, con misure come l'utilizzo di energie rinnovabili, la riduzione del consumo di risorse e della produzione di rifiuti e di inquinanti in alcuni processi chiave come la metallurgia e la verniciatura.

Strategia Carbon Zero di Audi

Sulla buona strada

Attualmente, Audi dichiara infatti di aver già raggiunto la neutralità nelle emissioni di anidride carbonica nei suoi stabilimenti in Belgio e Ungheria. L'attività europea è prioritaria, essendo stata la UE a fissare i paletti più importanti, ma il processo è naturalmente globale e coinvolge tutte le attività, nessuna esclusa.

Questo perché limitarsi a essere in regola nel Vecchio Continente ma avere parametri discordanti in Sudamerica o in Cina non avrebbe certo effetti postivi sull'immagine o sulla valutazione generale dell'azienda in un mercato sempre più globale che cerca di livellare le differenze anche a livello industriale.

Strategia Carbon Zero di Audi

Ridurre e recuperare

Per avere un'idea della grande complessità dei progetti di decarbonizzazione, basta pensare che questi devono abbracciare l'intera attività e ramificarsi fino all'origine delle stesse materie prime, imponendo standard e verifiche a ogni singolo fornitore di ciascuna filiera e spesso partecipando congiuntamente agli investimenti per ottenere lavorazioni e materiali con lo opportune certificazioni green.

Negli ultimi anni, la Casa ha annunciato vari progetti, da quello per il recupero e riutilizzo degli scarti di alluminio per la fabbricazione delle carrozzerie secondo il principio del "closed loop" (adottato tra gli altri anche da Jaguar per la produzione della i-Pace) e della plastica ricavata da altra plastica di recupero.

Discorso analogo per l'acqua: una delle risorse destinate a diventare più preziose con la crescita della popolazione mondiale, ma che l'industria per decenni ha utilizzato, considerandola inesauribile, generando inquinamento non soltanto negli oceani e nei fiumi ma anche in alcune falde sotterranee preziose per il consumo umano.

Considerando che tra sistemi di raffreddamento e consumo diretto in processi, come la verniciatura e la lastroferratura, una singola vettura in media richiede l'utilizzo di qualcosa come 3.700 litri d'acqua, Audi ha sviluppato un processo, sperimentato in uno stabilimento del centro America, che elimina la produzione di acque di scarto tramite una procedura di depurazione e microfiltrazione a ciclo chiuso.

Strategia Carbon Zero di Audi

La natura come risorsa

Molte delle iniziative più importanti, inoltre, si sviluppano fuori dalle fabbriche, con progetti di riforestazione e ripopolamento faunistico (iniziando dalle api e dalle torbiere) e in generale attività per invertire l'impatto negativo dell'industria sull'ambiente negli ultimi 100 anni. In questo modo, si ottiene uno dei contributi più importanti al bilanciamento delle emissioni che non possono essere fisicamente azzerate, ma son compensate dall'espansione delle aree verdi che assorbono quantità di CO2 equivalenti a quelle generate dai processi industriali.

Questo ha contribuito a permettere ad Audi di dichiarare "100% carbon neutral" i nuovi modelli elettrici già immessi sul mercato, come ha ricordato lo stesso Longo, che in quanto simboli della svolta green, sono i primi su cui si sono concentrati gli sforzi unendo al pregio dell'assenza di emissioni una certificazione della filiera produttiva, dalle materie prime all'energia utilizzata per produrle.

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