Camion, la protesta contro l'obbligo vaccinale arriva in Europa
La protesta contro l'obbligo di vaccinazione dei camionisti nordamericani si è esteso al vecchio continente. Rischio stop produttivi
Le proteste contro gli obblighi anti-Covid imposti per il trasporto non si sono esauriti con i tumulti del 2021, molto sentiti anche in Italia soprattutto in luoghi-simbolo come il porto di Trieste con l'introduzione del Green Pass obbligatorio lo scorso anno.
Il nuovo movimento di protesta, che stavolta ha come oggetto l'obbligo del green pass rafforzato, e dunque della vaccinazione, ha preso vigore in Nordamerica e più precisamente in Canada, dove lunghi convogli di camionisti contrari alla vaccinazione hanno bloccato i principali valichi al confine con gli USA, provocando ritardi a catena che hanno costretto molte fabbriche a sospendere la produzione. E L'eco ora arriva da noi.
Un weekend caldo
L'iniziativa, battezzata "Freedom Convoy" o convoglio della libertà, che ha visto la partecipazione di camion ma anche di mezzi agricoli, ha trovato terreno fertile anche nel vecchio continente, diffusa tramite canali di comunicazione popolari come Telegram con un passaparola che ha come obiettivo l'organizzazione di una serie di marce e blocchi del traffico in specifiche date come il prossimo 14 febbraio.
In altri Paesi come Olanda e Francia ci si attendono invece manifestazioni già nei giorni precedenti, in particolare sabato 12. La protesta non ha come obiettivo unicamente l'obbligo di green pass rafforzato, ma in generale anche tutte le difficoltà, anche economiche, generate dalle varie crisi di questi ultimi anni, che le varie autorità non avrebbero gestito nel migliore dei modi.
Non soltanto vaccini
Dunque, si ricollega ad altri movimenti di contestazione portati avanti dai lavoratori del trasporto come quello dei "gilet gialli" (così chiamati per via dei giubbotti catarifrangenti di sicurezza che i partecipanti indossavano come una sorta di simbolo) in Francia, iniziata ben prima della pandemia, nel 2018, per protestare contro alimenti del costo dei carburanti e non soltanto che creavano difficoltà al comparto.
Motivazioni, queste, che trovano un terreno ancor più fertile oggi, con i nuovi sostanziosi rincari dell'energia e dei combustibili, compreso il metano, che fa lievitare a catena tutta una serie di costi alimentando la crisi produttiva dovuta alla carenza di alcune materie prime.
Fotogallery: Il mondo del trasporto, prospettive e difficoltà
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