La maggior parte dei motori boxer più noti sono stati sviluppati e utilizzati da Case automobilistiche europee o giapponesi, ma non manca qualche eccezione. Oltreoceano infatti, più precisamente negli Stati Uniti, nel 1959 ne è stato presentato uno che ha accompagnato l’introduzione sul mercato di una vettura completamente nuova che portava con sé interessanti soluzioni tecniche.

Stiamo parlando della Chevrolet Corvair, una compatta destinata ad essere prodotta per 10 anni (fino al 1969), in due distinte generazioni. Tutte le versioni, dalla 500 alla 900 Monza, passando per la Corsa e per le varianti Spyder senza dimenticare furgoncini, van e pick-up a cabina avanzata come il Greenbrier, montavano un inedito propulsore 6 cilindri boxer raffreddato ad aria sviluppato internamente da General Motors.

La nascita del progetto

Dopo aver passato diversi anni della propria vita in Cadillac a progettare e sviluppare veicoli militari a motore posteriore per la Seconda Guerra Mondiale, Ed Cole nel 1952 iniziò la sua lunga e brillante carriera in Chevrolet che lo portò a diventare presidente di GM dal 1967 al 1974. 

Durante questo periodo come capo ingegnere (1952-1956) e successivamente come general manager (1956-1961), Cole decise di affidare a un team di tecnici capitanato da Maurice Olley la realizzazione di una nuova vettura. Nel 1959 venne lanciata sul mercato la Chevrolet Corvair una “tuttodietro” (ossia con motore e trazione posteriore) equipaggiata con l'altrettanto innovativo “Turbo Air-6”, un propulsore 6 cilindri boxer raffreddato ad aria progettato da Adelbert “Al” Kolbe.

A dispetto del nome, il motore non era sovralimentato, anche se come vedremo più avanti nel tempo ebbe anche una versione turbocompressa. La dicitura fu scelta dall'agenzia di comunicazione che si occupò della campagna pubblicitaria, per enfatizzare i pregi del raffreddamento ad aria.

Famiglia Chevrolet Corvair

Tecnica sopraffina 

Una delle caratteristiche più interessanti del Turbo-Air 6 era la realizzazione in alluminio della maggior parte dei componenti tra cui il basamento e le due testate da tre cilindri ciascuna con collettori di aspirazione integrati. La bancata di destra raggruppava i cilindri 1, 3 e 5 mentre quella sinistra i cilindri 2,4 e 6 con ordine di accensione: 1-4-5-2-3-6.

Motori, il 6 cilindri boxer della Chevrolet Corvair

Il basamento, dotato di 4 cuscinetti di banco, era unito alla testata da 12 prigionieri su ciascuna bancata, mentre l'albero motore, le cui prime versioni erano realizzate in acciaio forgiato, non aveva contrappesi vista l’equilibratura "naturale" di quest’architettura.

La soluzione garantiva un risparmio di peso di circa 11,3 kg. Per quanto riguarda la distribuzione, ogni cilindro era dotato di 2 valvole attivate, attraverso bilancieri in acciaio stampato e punterie idrauliche, da aste che scorrevano in condotti sotto ciascuna canna cilindro.

Motori, il 6 cilindri boxer della Chevrolet Corvair

Il raffreddamento del motore era affidato ad una ventola montata orizzontalmente sulla parte superiore del motore e realizzata prima in acciaio e successivamente in magnesio per ridurre l’inerzia di rotazione. La ventola era azionata da una lunga cinghia trapezoidale con una puleggia tenditrice regolabile.

La maggior parte dei motori Turbo-Air 6 utilizzava 2 carburatori Rochester H, ma successivamente venne messa a punto anche una variante ad alte prestazioni che disponeva di ben 4 carburatori.

La versione sovralimentata

Nel 1962 Chevrolet decise di affiancare alle versioni aspirate del 6 cilindri boxer una sovralimentata sviluppata dagli ingegneri James Brafford e Robert Thoreson sotto la supervisione di Bob Benzinger, che era diventato capo progetto della Corvair nel 1959.

Motori, il 6 cilindri boxer della Chevrolet Corvair

L'aggiunta del turbocompressore fece concentrare l'attenzione dei tecnici sull'affidabilità e la tenuta dei componenti del motore, molti dei quali furono appositamente riprogettati o sostituiti. Tra questi spiccano bielle e cuscinetti rinforzati, fasce elastiche cromate, valvole di scarico in lega di nichel/cromo e l'albero motore in acciaio cromato e forgiato.

Una delle caratteristiche più interessanti di questa versione è che non era dotata di una valvola wastegate per limitare la pressione del turbo. Questa, infatti, era controllata attraverso un particolare design del sistema di scarico che era in grado di creare una  maggiore contropressione.

Le versioni del "Turbo-Air 6" della Chevrolet Corvair

Anno Cilindrata Potenza Caratteristiche
1960 2.287 cc 80 CV Rapporto di compressione 8,0:1, 2 carburatori Rochester
1961 2.372 cc  98 CV Rapporto di compressione 9,0:1, 2 carburatori Rochester
1962 2.372 cc 80 CV Rapporto di compressione 8,0:1
1962 2.372 cc Sovralimentato 150 CV Massima pressione turbo 0,69 bar
1964 2.683 cc da 95 a 110 CV Rapporto di compressione 8,25:1
1965 2.683 cc 140 CV 4 carburatori Rochester di cui due HV primari e due H secondari

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