L'industria italiana segue la Germania per salvare i motori a combustione
In una nota l'Anfia sposa la posizione del Governo tedesco, che vuole spostare in là il termine fissato per il 2035
La filiera italiana dell'auto sposa la posizione della Germania, di recente protagonista di un secco "no" alla proposta della Commissione Europa per terminare definitivamente la vendita di auto con motori benzina e diesel. "Accogliamo con favore la nuova posizione espressa negli scorsi giorni dal governo tedesco rispetto alla proposta della Commissione europea di mettere al bando i motori endotermici in UE dal 2035" si legge in una nota pubblicata dall'Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica).
Un nuovo colpo verso l'Europa e i suoi piani, che ha recentemente trovato un alleato anche nel Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, secondo il quale il 2035 è "puramente indicativo".
Aiuto e non limite
"Siamo concordi nel ritenere che questa tecnologia possa, invece, dare un contributo importante alla decarbonizzazione della mobilità attraverso l’impiego dei carburanti sintetici e dei biocarburanti" continua la nota dell'Anfia, sottolineando come le attuali tecnologie applicate ai motori endotermici vadano proprio nella direzione di un abbattimento delle emissioni.
La dichiarazione continua dicendo "Nonché nel sostenere la necessità di un approccio tecnologico neutrale, che lasci spazio a più soluzioni per l’abbattimento delle emissioni di CO2, anziché concentrarsi esclusivamente sul veicolo elettrico".
Niente "all-in" sull'elettrico, come più volte sottolineato anche dai vari presidenti e CEO dei colossi dell'automotive, tenendo conto delle altre strade percorribili per la sostenibilità ambientale.
L'Anfia sottolinea poi come "A livello italiano, stiamo portando avanti le interlocuzioni con i Ministeri competenti in materia, che abbracciano una posizione sostanzialmente allineata a quella della filiera industriale, anche per mettere a punto le politiche industriali indispensabili per accompagnare le imprese nel processo di transizione ecologica".
Un dialogo tra mondo industriale e istituzioni più volte richiesto e che ha finalmente dato i suoi frutti, come ricorda l'Anfia al termine della propria nota "Un'azione sottolineata dall'Anfia "Va nella direzione di gestire in maniera adeguata questo processo anche l’istituzione di un fondo pluriennale a sostegno della riconversione della filiera industriale, prevista dal decreto bollette, che dovrà essere sfruttato al meglio con la declinazione di misure di supporto alla domanda di veicoli a zero e a bassissime emissioni e a supporto degli obiettivi di sostenibilità e competitività del sistema produttivo".
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