Ora la Germania vuole salvare i motori termici: ecco come
Il ministro dei Trasporti si dice contrario al bando per benzina e diesel proposto in Europa e vuole fare rotta sui carburanti sintetici
La Germania dice “no” alla proposta della Commissione europea di fermare le vendite di auto diesel e benzina dalla metà del prossimo decennio. Lo fa per bocca del ministro dei Trasporti, Volker Wissing, che parla a margine di una riunione informale con gli omologhi europei fuori Parigi.
“Vogliamo consentire i motori a combustione anche dopo il 2035”, dichiara. Poi, però, specifica che il Paese dovrebbe permettere la sopravvivenza dell’endotermico “solo se le vetture potranno essere alimentate esclusivamente con combustibili sintetici”.
L’elettrico non basta?
I carburanti sintetici sono potenzialmente compatibili con i veicoli tradizionali e permetterebbero loro di rimanere in strada ottenendo comunque il risultato di abbattere le emissioni. Il ministro tedesco è perciò sicuro che esista “una soluzione per garantire che le auto non siano rifornite con carburanti derivati da combustibili fossili”.
Secondo Volker Wissing, “non possiamo affidarci solo alla mobilità elettrica o a idrogeno per il futuro” e “abbiamo bisogno di rimanere tecnologicamente neutrali”. Ci sarebbe poi da considerare che, ad oggi, “non abbiamo abbastanza veicoli elettrici, quindi abbiamo bisogno di scalarne la disponibilità”.
Asse con l’Italia
Prende quota quindi in Germania l'idea di una soluzione "intermedia" per arrivare alla completa decarbonizzazione. E il ministro dei Trasporti sembra guardare con particolare favore all'ibrido. Parole che sembrano quasi fare eco a quelle del nostro responsabile della Transizione ecologica, Roberto Cingolani.
Il titolare del Mite ha da poco dichiarato che il futuro dell’auto “non può essere solo full electric” e che si può puntare invece su “una generazione di ibridi modernissimi, anche con prestazioni limitate” per abbattere la CO2.
Posizioni dunque simili, confermate sia dalla recente strategia di Palazzo Chigi sui biocarburanti, annunciata dallo stesso Cingolani, che dalla mancata firma di Italia e Germania al patto sulla mobilità della Cop26. Le trattative in Europa per (non) fermare i motori a combustione sono già aperte.
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