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Come nasce il sedile auto perfetto

In termini di costi secondi solo al motore, i sedili auto negli anni si sono rivoluzionati nelle forme e non solo

Sedile auto

La guida autonoma è una promessa che prima o poi (chissà quando sarà il "poi") verrà mantenuta e rivoluzionerà le auto così come le conosciamo, non solo in termini tecnologici ma anche per quanto riguarda l'arredamento interno. Via il volante, via i pedali, a trasformare l'abitacolo in una sorta di salotto su ruote. A sopravvivere ci saranno i sedili, che potrebbero variare nelle forme ma avranno sempre lo stesso compito: sostenere al meglio il corpo.

Un compito che li rende gli elementi più costosi sull'auto, secondi solo al motore, perché dietro c'è un continuo sviluppo per cercare il comfort perfetto, dando un agio da poltrona di casa, ma tenendo conto anche delle sollecitazioni che l'auto restituisce e - per esempio - della necessità di contenere il corpo in curva.

Un lavoro non semplice che vede approcci differenti da parte dei costruttori, con alcuni che si rivolgono ad associazioni indipendenti come la tedesca AGR (acronimo di Aktion Gesunder Ruckenper, letteralmente Azione Schiena Sana) per valutare l'effettivo comfort dei loro sedili. Nascono così sedili certificati AGR come quelli che abitano gli abitacoli di numerosi modelli Opel, dalla Crossland fino all'ammiraglia Insignia.

Sotto esame

Ottenere la certificazione AGR non è solo una questione di bollino appiccicato da qualche parte, ma richiede di passare una serie di esami dove 6 specialisti analizzano nel dettaglio il sedile, seguendo una checklist di elementi che non possono mancare. Dall'ampia possibilità di regolazione di seduta e schienale alle lunghezze minime e massime, per garantire un supporto ideale in ogni condizione. Così la schiena ringrazia e anche i viaggi più lunghi non la affaticano.

Sedile Opel AGR

Grande attenzione viene riposta anche sui materiali: se infatti un rivestimento risulta troppo caldo il risultato sarà quello di passeggeri in costante movimento per cercare di rinfrescare il corpo, col rischio di indolenzimenti muscolari e ossei. Numerose analisi dunque, svolte su sedili montati sull'auto, per valutare al meglio come seduta e schienale si comportano in situazioni reali e non "da laboratorio", in ambienti differenti da quelli in cui si trovano gli automobilisti.

Per arrivare all'esame finale i vari sedili (ma non solo, AGR testa ogni tipo di seduta e il suo impatto sulla salute della schiena) vengono prima analizzati da un solo esaminatore il cui compito è quello di capire se il prodotto può accedere alla valutazione finale, dove i 6 medici decideranno se dare o meno la certificazione AGR. Una scrematura severa che "taglia" l'80% dei prodotti che si sottopongono al pre esame.

Sedile Opel AGR

Un lungo sviluppo

A sottoporre i propri sedili alla AGR c'è anche Opel dal 2003, con la Signum, e da allora numerosi modelli della Casa tedesca sono stati testati e approvati dall'associazione, per arrivare alle attuali Opel Crossland, Grandland, Astra e Insignia. Una tradizione che potrebbe espandersi anche ad altri brand del Gruppo Stellantis.

Un lavoro, quello della creazione dei sedili, che parte dalla creazione della struttura che viene completata con le varie schiume poliuretaniche (modellabili a seconda del cliente) e i vari tipi di rivestimenti, dal tessuto alla pelle, per un totale di 3 anni dallo sviluppo alla produzione, tenendo conto non solo dell'ergonomia ma anche della sicurezza, come ad esempio il modo in cui la copertura del sedile si apre in caso di attivazione dell'airbag.

Fotogallery: I sedili Opel certificati AGR