Ci siamo, il gran giorno di Stellantis è arrivato. A poco più di un anno dalla fusione tra PSA ed FCA, che ha dato vita a uno dei più grandi e importanti gruppi automobilistici del mondo, ecco arrivare il primo piano industriale.

Un appuntamento nel quale Carlos Tavares, amministratore delegato del Gruppo, ha svelato quale sarà il futuro senza snocciolare nomi di nuovi modelli in arrivo (da Abarth a Peugeot, passando per Alfa Romeo, Fiat, Lancia, Citroen e tanti altri), concentrandosi maggiormente sulle industriali, dove l'elettrico la farà da padrone. 

Un piano strutturato in più punti chiamato "Dare forward 2030", che vi raccontiamo nel dettaglio di seguito, dove trovate anche il video nel quale - assieme ad alcuni ospiti - lo commentiamo.

La crisi in Ucraina

In apertura Carlos Tavares ha però parlato della situazione internazionale, annunciando l'apertura di un fondo destinato ai profughi in fuga dall'Ucraina a causa dell'invasione russa, unendosi così a quanto fatto da altre Case

Il video commento del piano industriale Stellantis

Un ottimo inizio

"Un giorno importante per Stellantis" ha poi commentato Tavares, sottolineando come il primo anno di vita del Gruppo sia stato segnato da grandi successi finanziari, con un utile record di 13,4 miliardi di euro, ricavi netti pari a 152 miliardi di euro, in aumento del 14%, per effetto soprattutto del miglior mix di prezzo e di prodotto e della crescita dei volumi.

Volumi che attualmente contano già su modelli completamente elettrici "spalmati" sui vari brand che compongono la galassia Stellantis, destinati a crescere in maniera importante da qui al 2030.

Gamma completa

Come detto una conferenza stampa incentrata non sul prodotto (del quale abbiamo avuto un primo accenno qualche giorno fa) ma su una strategia ad ampio raggio, iniziata però con una panoramica su quella che è l'offerta di Stellantis che, come sottolineato da Tavares, copre praticamente ogni segmento di mercato, con prezzi che vanno dai 6.000 euro della Citroen AMI agli oltre 200.000 della Maserati MC20.

Una slide (che trovate qui sotto) che mostra una nuova suddivisione dei vari brand del Gruppo, dove in cima rimane Maserati, unico brand di lusso del Gruppo, seguito dal terzetto premium formato da Alfa Romeo, DS e Lancia. Questo poker di alto di gamma sarà 100% elettrico entro il 2030.

Dare Forward 2030 Stellantis

Jeep sarà il brand Global Sport Utility mentre Dodge, Ram e Chrysler saranno i brand dal puro spirito statunitense.

Peugeot, Opel (con Vauxhall), Fiat, Abarth e Citroen rappresenteranno invece la base dei prodotti per il mercato europeo. Di seguito la suddivisione dei vari brand, con le rispettive "mission".

  • Maserati: Luxury
  • Alfa Romeo: Sportiness
  • DS: Art of Travel
  • Lancia: Eleganza
  • Jeep: Freedom
  • Dodge: Muscle
  • Ram: Courage
  • Chrysler:Ingenious
  • Peugeot: Allure
  • Opel: German Energy
  • Fiat e Abarth: Dolce Vita
  • Citroen: Care

Le auto (anche elettriche) in arrivo

Scendendo nel dettaglio (per quanto possibile) del prodotto che segnerà il piano Dare forward 2030 il Gruppo guidato da Tavares presenterà più di 85 auto elettriche entro il 2030, così suddivise: 45 entro il 2024, altre 25 per il 2027 e il restante entro fine decennio. La stragrande maggioranza degli oltre 100 modelli che verranno lanciati entro il 2030.

Un'imponente offensiva a batterie composta da differenti modelli: Tavares ha più volte sottolineato come, grazie ai numerosi marchi, Stellantis copre ogni segmento del mercato.

Stellantis Piano Strategico lungo termine
Il SUV elettrico di Jeep

Modelli che avranno tra le novità più importanti del prossimo futuro la prima Jeep 100% elettrica, anticipata da 2 render, in arrivo nel 2023. Un modello che dovrebbe posizionarsi al di sotto della Renegade e nascere sulla piattaforma e-CMP di origine PSA. A lei seguiranno altri 2 modelli a batteria, entrambi attesi per il 2024. Il primo avrà un’impostazione da fuoristrada vecchio stampo e sarà probabilmente ispirato alla Wrangler Magneto, concept presentata lo scorso anno. Il secondo, invece, sarà sempre un SUV, ma più moderno e per famiglie.

Oltre al SUV emissioni zero sappiamo che la gamma di elettriche conterà anche su Maserati Grecale, GranTurismo e GranCabrio, Peugeot 308, il SUV compatto Alfa Romeo Brennero e tanti altri.

Foto - Stellantis Piano Strategico lungo termine
Il pick-up elettrico di RAM in arrivo nel 2024

In totale le elettriche destinate all'Europa saranno più di 60, mentre quelle dedicate al mercato statunitense saranno più di 25. Tra queste ultime ci saranno la prima muscle car 100% elettrica, firmata da Dodge, e il pick-up elettrico di RAM, entrambi previsti per il 2024. Entro il 2028 poi Chrysler sarà un brand esclusivamente elettrico, con il primo modello della nuova strategia rappresentato dalla versione di serie della Airflow concept

Elettrificazione al centro

Una strategia che vedrà investimenti superiori ai 30 miliardi di euro da qui al 2025. Sono tanti gli aspetti in cui si punta a crescere. Prima di tutto a livello di piattaforme, con 4 pianali che possono ospitare vetture elettriche di ogni dimensione.

A questo si aggiungono nuovi powertrain, gigafactory europee e statunitensi per la produzione di batterie e la creazione di una propria infrastruttura di ricarica. Tutte queste iniziative saranno portate avanti insieme a partner qualificati che hanno competenze specifiche nei singoli campi.

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Per quanto riguarda i motori elettrici, ad esempio, Stellantis potrà contare sulla joint venture nata dall’unione delle forze di Nidec con PSA. Per la produzione di batterie, invece, oltre ad ACC, società che vede soci paritari Stellantis, Total e Mercedes, il gruppo ha stretto accordi anche con Lg Energy Solution o Samsung SDI. Per quanto riguarda l’infrastruttura di ricarica, invece, Stellantis lavora con e-Solutions.

C'è poi il tema prezzi: Stellantis punta ad abbassare il costo delle sue auto elettriche del 40% grazie al taglio dei costi medi di produzione (-40%), di distribuzione (-40%) e all’efficientamento degli investimenti per la ricerca e sviluppo, che comporteranno un risparmio del 30%.

Tavares ha parlato con entusiasmo anche su progetti di ricerca in ambiti specifici come quello delle batterie allo stato solido, sulle quali lavora insieme a Factorial, e su nuovi metodi di approvvigionamento delle materie prime che sta sviluppando con Vulcan Energy.

La sfida con le startup dell'auto elettrica

Con la transizione energetica, Stellantis dovrà confrontarsi con nuove Case automobilistiche, nate da poco e sin da subito a zero emissioni. Le Case tradizionali e le new entry come Rivian, Lucid o, in un certo senso la stessa Tesla, si incontreranno e si confronteranno sullo stesso campo, quello delle auto elettriche.

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Tavares ha speso parole di stima verso queste nuove realtà, affermando che c'è molto da imparare perché sono snelle, hanno processi decisionali rapidi e hanno fatto un gran lavoro sull’integrazione verticale e sull’adozione di nuove tecnologie.

“Non so chi, alla fine, avrà la meglio – ha detto Tavares – sarei arrogante se dicessi che vincerà. Ma se noi dobbiamo imparare da loro su certi aspetti, loro dovranno affrontare problemi che noi sappiamo gestire grazie all’esperienza maturata nel tempo. Loro dovranno affrontare i problemi legati all’aumento dei volumi produttivi, ad esempio. Quando arriveranno a produrre un milione o due milioni di auto si troveranno di fronte a una gestione della produzione e della logistica che dovranno saper affrontare”.

Neutralità climatica entro il 2038

L'invasione elettrica sarà strategica anche per aiutare Stellantis a raggiungere la completa neutralità climatica entro il 2038. Lo farà con un ruolino di marcia che porterà il gruppo a tagliare le emissioni di CO2 del 50% entro la fine del decennio.

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Sempre entro il 2030 Stellantis si pone anche l’obiettivo di avere il 100% delle vendite in Europa e il 50% delle vendite negli Stati Uniti rappresentate da veicoli elettrici a batteria. 

La fine dei motori termici

Riguardo alla decisa virata verso l’elettrificazione, Tavares ha voluto sottolineare la volontà di Stellantis di giocare un ruolo di primo piano anche nel settore delle zero emissioni. “Sono un ceo competitivo – ha detto Tavares - La corsa verso l’elettrificazione è stata fissata da molti dei Paesi in cui siamo presenti e abbiamo tutte le intenzioni di entrare in un mercato in cui le regole sono cambiate”.

Lo stop ai motori a combustione interna – ha spiegato Tavares – è stato fissato dalle normative adottate dai vari Paesi. Sono le leggi a dettare il passo della transizione; noi ci stiamo preparando a quello che ci è stato detto di fare. Stiamo guardando come si muovono i governi e stiamo cercando di adattare la nostra attività in base a quello che si potrà fare e quello che non si potrà fare".

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"Credo che in molti casi l’adozione diffusa di sistemi mild hybrid in grado di portare le emissioni di un’auto da 160 a 100 g/km di CO2 avrebbe potuto essere una buona soluzione nel medio periodo - ha aggiunto il ceo di Stellantis - ma non è così che si è scelto di affrontare il futuro. Il futuro sarà interamente elettrico e noi siamo pronti per le nuove sfide”.

La centralità degli incentivi

Per supportare la svolta elettrica gli incentivi auto saranno fondamentali secondo Tavares, non solo per le aziende ma anche per gli automobilisti. L'amministratore delegato di Stellantis ha infatti sottolineato come gli ingenti investimenti per l'elettrico saranno assorbiti nel giro di 5 o 6 anni, nel corso dei quali l'industria avrà bisogno del supporto dei governi - anche in termini di strutture di ricarica - altrimenti il costo finale ricadrà unicamente sugli automobilisti.

Costi che arrivano a causa di decisioni in arrivo dall'alto e non dalla "base", dagli automobilisti. Un concetto più volte sottolineato da Tavares nel corso della conferenza stampa.

Le auto si venderanno online

Il profondo cambiamento tecnologico e meccanico si accompagnerà con un cambiamento nel modo in cui si acquisteranno le auto. Nel piano industriale infatti una parte importante la giocherà l'online, con l'apertura di un portale multimarca (coprirà tutti i brand del Gruppo) dove acquistare auto nuove.

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Un progetto basato su una sorta di intelligenza artificiale per guidare gli utenti, con il primo progetto pilota previsto per il 2022. Nel 2024 il portale sarà disponibile per il mercato europeo e quello statunitense, mentre nel 2027 verrà aperto a tutti i paesi dove Stellantis è presente.

Grande cura ci sarà anche per le auto usate, con Spoticar come brand unico per l'acquisto di veicoli di seconda mano in tutti i mercati.

La guida autonoma

E a proposito di tecnologia, la trasformazione della gamma Stellantis passerà anche tramite la crescita dei sistemi di guida assistita e autonoma. Attualmente molti modelli contano sul Livello 2+ (hands free), dove ancora non si può parlare di guida autonoma vera e propria. Nel 2024, grazie alla collaborazione con BMW, ci saranno le prime auto di Livello 3 che - in alcuni frangenti - permetteranno di lasciare le operazioni di guida unicamente a software e hardware.

Dare Forward 2030 Stellantis
La guida autonoma di Stellantis

Successivamente poi con Waymo (la divisione automotive di Google, con la quale FCA collabora da tempo) arriveranno auto con guida autonoma di Livello 4 e 5.

Il futuro delle fabbriche

E quale sarà il futuro degli stabilimenti (non solo italiani) di Stellantis. "Tutto dipende dalle dimensioni del mercato" ha risposto Tavares, sottolineando come tutto dipenda da come andranno le vendite. Per tutti.

La speranza naturalmente è quella di aumentare le quote di mercato, seguendo la trasformazione elettrica in atto. Ma è il mercato a dettare legge "In Europa [il mercato, ndr] è guidato dalle leggi dei vari governi. La domanda è: quanto siamo bravi qui in Europa a proteggere la libertà della mobilità, attraverso sicurezza, basso impatto ambientale e mobilità sostenibile, che possa essere supportata dai governi e proteggere il mercato?"

Tavares ha più volte sottolineato il concetto, dicendo che se gli automobilisti europei non possono guidare l'auto per le leggi vigenti, questo ha un impatto negativo sul mercato. Se il mercato continua a crollare non è un problema solo di Stellantis, ma lo sarà per tutta l'industria e per l'Europa. Se vuoi proteggere tecnologia, know how abbiamo bisogno di proteggere l'industria più tech che ci sia, quella dell'auto.

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