La crisi globale nella fornitura di microchip sta colpendo molto durante l'industria automobilistica, e secondo Carlos Tavares - CEO di Stellantis - bisognerebbe "ripensare e riorganizzare completamente le catene di fornitura dei semiconduttori".

Non solo però, perché il settore auto è in difficoltà anche a causa di una rapida - e fortemente spinta dai governi - transizione all'elettrico "voluta dall'alto", che grava sulle spalle dei consumatori. Questo renderebbe, secondo il CEO Stellantis, la mobilità elettrica accessibile solo ai più ricchi, e dunque non potrebbe fare realmente la differenza nelle emissioni di carbonio. 

Riorganizzare il modello di business

Le case auto di tutto il mondo hanno dovuto rallentare la produzione, a causa di una carenza di microchip che sostanzialmente vengono usati praticamente per tutto, dalla gestione informatica delle centraline dei motori ai sistemi di assistenza alla guida (ADAS). E questo sta ostacolando la ripresa dei brand dalla pandemia di Coronavirus.

Secondo Stellantis, quarto più grande costruttore al mondo, ha già detto che secondo le sue stime la crisi dei semiconduttori peggiorerà nel secondo trimestre 2021 (in questo primo trimestre, il supergruppo ha "perso" da solo 190.000 veicoli) e potrebbe riprendersi solo a partire da metà anno, ma che comunque i rallentamenti produttivi potrebbero durare fino al 2022.

Carlos Tavares ha detto a proposito:

"Più a lungo dura la crisi dei chip, più difficile sarà sostenere l'attuale modello di business dell'industria automobilistica."

A proposito di tecnologia e assistenti alla guida, nella conferenza web Tavares ha accennato alla guida autonoma: secondo lui è ancora lontana, e comunque non prenderà mai il sopravvento. E fra l'altro, ha anche confermato che ci sarà il giusto spazio per i marchi premium come Alfa Romeo, Lancia e DS, che a detta sua sono "perfettamente complementari". Per citare testuali parole, in merito alla guida autonoma:

"Ci sarà sempre spazio per il piacere di guida."

Elettriche "non abbastanza accessibili"

Se il problema citato poco sopra sul rincaro dei prezzi delle materie prime si potrebbe risolvere con l'utilizzo di altro materiale rinnovabile, rimane invece la sfida per l'industria di mantenere la mobilità elettrica "a prezzi accessibili".

Secondo Tavares, infatti, il passaggio della mobilità di massa ai veicoli a batteria (BEV) è una decisione "imposta con brutalità dai governi", e non dai produttori di automobili.

Questo significa far gravare indirettamente - ma non troppo - la conversione alle zero emissioni sulle spalle dei consumatori, che di conseguenza non prendono di buon occhio questa transizione tutt'altro che "economica e accessibile".

Il CEO di Stellantis ha sottolineato l'importanza che l'impegno sia collettivo, e quindi "a portata delle masse":

"Se si offre una mobilità pulita accessibile solo ai clienti ricchi, allora non si avrà un impatto significativo sulle emissioni di carbonio.

È difficile vendere un'auto elettrica da 30.000 euro, quando la gente può comprare il corrispondente modello tradizionale alla metà del prezzo."