Come la politica cinese "zero-Covid" sta colpendo l'auto
L'innalzamento dei casi di Covid-19 in Cina sta creando ripercussioni in tutto il settore dell'auto
Il lockdown in Cina a causa del Covid-19 prosegue. Con i contagi totali arrivati a quota 663.000 (fonte ourworldindata.org) il paese sta attraversando una profonda fase di chiusura denominata "zero-Covid", soprattutto nelle grandi città industrializzate come Shanghai, dove hanno sede diverse fabbriche di componenti auto di produttori cinesi, europei e statunitensi.
Uno stop che sta provocandoun effetto a catena su tutta la filiera automotive mondiale. In Europa alcune case sono state costrette perfino a interrompere del tutto la produzione di alcuni modelli, allungando ulteriormente i tempi di consegna delle nuove auto.
Cosa sta succedendo
Renault, come riporta la Reuters, è stata costretta a interrompere del tutto la produzione della nuova Megane E-Tech nello stabilimento di Douai, nel nord della Francia. Tesla ha dovuto fermare la produzione di Model 3 e Model Y nella fabbrica di Shanghai, dopo aver provato per alcuni giorni un sistema di produzione a ciclo chiuso. Discorso simile per la neonata MG Motors, di proprietà del Gruppo cinese SAIC Motor
Parlando proprio di produttori cinesi, la notizia di MG è arrivata nel giorno in cui il CEO di Xpeng, He Xiaopeng, ha pubblicato sui social un commento riguardo lo stop della produzione cinese, in cui ha preannunciato il concreto rischio di uno stop totale nel mese di Maggio. In particolare il CEO ha scritto:
Se le aziende della catena di approvvigionamento non riescono a trovare un modo per riprendere l'attività e la produzione, è probabile che tutti i produttori di auto cinesi debbano sospendere la produzione a maggio.
Secondo Automotive News Europe, il governo cinese sta lavorando ad un piano di graduale riapertura delle fabbriche dei componenti auto, per permettere al mercato globale di riavviare la produzione al più presto.
Un problema più profondo
Tuttavia, come avevamo già anticipato, il problema dell'approvvigionamento delle Case auto non è causato soltanto dallo stop della produzione dei componenti. A metterci un ulteriore carico ci sono le difficoltà che sta incontrando tutto il settore dei trasporti in Cina.
Sempre secondo Automotive News, infatti, i camionisti cinesi intenti a trasportare le merci dalle fabbriche fino al porto di Shanghai, l'hub predisposto alla loro spedizione in Europa via nave nonché il più grande porto mondiale per tonnellaggio, sono soggetti a frequenti test Covid da parte del governo, una procedura che sta rallentando molto il loro lavoro.
Le riflessioni del Gruppo Volkswagen
Il CEO del Gruppo Volkswagen Herbert Diess, proprio in questi giorni critici, in un lungo post sul suo profilo personale Linkedin ha tirato le somme dell'andamento del Gruppo nel primo trimestre del 2022, dichiarando che questa profonda crisi sta insegnando tanto a Volkswagen, per la quale uno dei principali obiettivi dei prossimi anni sarà quello di rendere meno vulnerabile a fattori esterni (come quello della guerra in Ucraina o del lockdown cinese) la produzione delle proprie auto.
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