L'esito, per certi versi deludente, degli accordi sul clima COP26 ha visto due delle principali economie in crescita, quelle di Cina e India, rifiutare di sottoscrivere l'impegno all'abbandono graduale dell'uso del carbone per la produzione di energia.

Questo ci porterebbe a pensare che le industrie cinesi siano poco propense ad abbracciare la transizione energetica o almeno a farlo con lo stesso slancio che sta animando le loro controparti europee. In realtà non è proprio così perché anche in Cina si lavora alacremente per diminuire l'impatto climatico delle produzioni, comprese quelle dell'auto.

Nuove fabbriche per vecchi problemi

Alcuni dei principali costruttori automobilistici cinesi hanno già adottato da tempo piani per la riduzione delle emissioni di gas serra, un requisito che diventerà negli anni sempre più fondamentale anche per ottenere valutazioni positive dalle agenzie di rating (quelle che misurano le performance delle aziende in vari ambiti) e dunque attrarre i maggiori investimenti.

Tra questi c'è Great Wall, primo costruttore cinese in assoluto che recentemente nel presentare il Bilancio di Sostenibilità 2021 ha annunciato l'intenzione di costruire entro due anni la sua prima fabbrica completamente carbon free, che andrà a inserirsi in un preciso piano avviato nel 2021 con cui la Casa ha già iniziato a costruire una filiera a emissioni ridotte.

Le aree di intervento riguardano tutti i passaggi, dalla ricerca e sviluppo dei veicoli fino alle forniture esterne per arrivare alla produzione, alla logistica e ai trasporti; si creerà anche una rete virtuosa di riciclo dei rifiuti e si migliorerà il trattamento delle acque reflue.

Il tutto per preparare il terreno al nuovo stabilimento, che nel 2023 potrà contare su un processo produttivo già reso gradualmente più virtuoso e su una rete di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili arricchita di una nuova stazione a pannelli solari da 263 MW che nel 2021 ha generato in tutto oltre 71 milioni di kW di energia pulita.

pannelli fotovoltaici

Scelta illuminata

L'energia fotovoltaica è una delle soluzioni in cui il colosso cinese crede di più, tanto da aver incluso nel suo piano energetico la costruzione di numerosi altri impianti fotovoltaici. Questo abbatterà il rilascio di gas serra durante il processo produttivo dei veicoli elettrificati che Great Wall ha programma di lanciare entro il 2025 per un totale di ben 50 nuovi modelli divisi tra i suoi molti brand.

Modelli che nasceranno dunque con un minor "debito" di carbonio nel conteggio del loro ciclo vita totale che un giorno sarà il parametro di sostenibilità e andrà a sostituire l'attuale valutazione basata sulle sole emissioni locali riconducibili all'uso delle auto.

Paradossalmente, per ottenere questo occorreranno un bel po' di nuovi cantieri, che secondo una ricerca dell'ufficio federale per l'ambiente svizzero rappresentano una tra le  attività che generano più inquinamento atmosferico, non soltanto in termini di CO2, insieme alla produzione di cemento, alla gestione dei rifiuti, agli inceneritori e alla lavorazione delle materie plastiche.

Dunque, uno dei primi compiti della nuova fabbrica cinese sarà quello di compensare in tempi brevi, con una produzione più neutrale, l'impatto ambientale della sua stessa costruzione.

Fotogallery: Great Wall Ora Futurist Concept