Spunta un nuovo mandato d'arresto internazionale per Carlos Ghosn
L'ex numero uno di Renault-Nissan, fuggito in Libano dopo le accuse di frode in Giappone, riceve un mandato di arresto in Francia
La vicenda di Carlos Ghosn non è ancora finita. Dopo le accuse e la lunga fuga dal Giappone al Libano, l'ex numero uno di Renault-Nissan è stato recentemente "sorpreso" da un nuovo mandato d'arresto internazionale, questa volta emesso da un giudice francese della procura di Nanterre (per la prima volta). La causa principale: alcuni flussi di denaro sospetti verso il rivenditore ufficiale dell'Oman dei veicoli Renault, per fini personali.
La vicenda
Ma andiamo con ordine ripercorrendo brevemente la sua storia. Negli ultimi mesi del 2018 vengono scoperte delle irregolarità nei conti della neonata alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. L'allora CEO Carlos Ghosn, come è normale che sia in questi casi, viene temporaneamente accusato per doveri di responsabilità.
Termina l'anno e nei primi mesi del 2019 alcuni concreti indizi portano la polizia giapponese ad accusare formalmente l'ormai ex manager del Gruppo, che quindi viene arrestato a incarcerato. A marzo dello stesso anno Ghosn, a seguito del pagamento di una cauzione di 7,8 milioni di dollari, esce dal carcere per passare agli arresti domiciliari nella sua casa.
La stessa storia si ripete diverse volte nel corso dell'anno, con nuove accuse che continuano a sommarsi alle precedenti, fino a raggiungere anche gli Stati Uniti dove si scoprono nel frattempo ulteriori irregolarità nei conti di Nissan US.
A dicembre del 2019, proprio pochi giorni prima del suo processo definitivo, Carlos Ghosn organizza la sua fuga dal Giappone con un piano degno di uno dei migliori film di azione (e da cui alcuni produttori hanno davvero pensato di realizzare una serie TV). Dopo essersi nascosto nella custodia di uno strumento musicale, vola in Libano, suo paese di origine che non gode del diritto di estradizione verso il Paese del Sol Levante, per rifugiarsi in una delle sue ville.
Gli sviluppi recenti
L'ultima apparizione in pubblico di Ghosn, almeno vocalmente, risale al marzo del 2021, quando attraverso un'intervista rilasciata ad Associated Press l'ex manager si dichiara innocente, dicendo di essere stato vittima di un complotto interno:
Ci sono stati un sacco di danni collaterali, ma non credo di esserne il responsabile. I responsabili sono le persone che hanno organizzato il complotto.
Arriviamo al 2022, quindi, quando un giudice francese ha emanato un nuovo mandato di cattura internazionale per Ghosn. Si tratta del primo ufficialmente pubblicato dal Paese europeo e la causa è una presunta irregolarità nello spostamento di 15 milioni di euro dalle casse della Casa automobilistica francese verso i conti dell'allora rivenditore ufficiale Renault per l'Oman, Suhail Bahwan Automobile, di cui anche per i manager interni sono stati emessi dei mandati di cattura internazionale.
Secondo la procura francese, questi soldi sarebbero serviti a Ghosn per l'acquisto personale di uno Yacht da 120 piedi nel 2014 e per organizzare una sontuosa festa al Palazzo di Versailles nello stesso anno.
L'ex manager del gruppo franco-giapponese è intanto condannato a risarcire l'azienda per cui lavorava di 9,3 miliardi di Yen, pari a circa 85 milioni di dollari al cambio attuale. Ghosn da parte sua si è detto disponibile a collaborare con le autorità francesi per riabilitare il suo nome.
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