Alle fine, anche se con dei distinguo non da poco, l’Europa ce l’ha fatta a fermare il petrolio russo. Una decisione presa dopo un negoziato complicatissimo, nell’ambito del varo del sesto pacchetto di sanzioni alla Russia. 

La mossa, che nella giornata di ieri sembrava destinata a un totale rinvio, rappresenta un messaggio molto chiaro al Cremlino sulla risolutezza Ue per una de escalation, ma inevitabilmente ha avuto un immediato effetto rialzista sul petrolio, già ampiamente surriscaldato negli ultimi giorni. E giovedì 2 potrebbe essere un’altra giornata chiave per l’immediato futuro dei prezzi dei carburanti. Ma andiamo con ordine, non senza citare prima però l'ipotesi del Governo di un nuovo intervento sulle accise per contenere i prezzi di benzina e diesel.

Picchi, senza aiuti

L’accordo fra i 27 prevede uno stop totale al greggio di Mosca che arriva via mare, ma salva temporaneamente le importazioni tramite l’oleodotto Druzhba. Il destino del secondo dovrebbe essere deciso nei prossimi summit.

Le quotazioni del petrolio si sono quindi surriscaldate nelle ultime ore, raggiungendo i 124 dollari al barile, almeno per il Brent, il riferimento nel mercato europeo. È invece di 119 dollari/barile il costo del Wti, benchmark per il greggio negli Stati Uniti.

Oil pump at sunset with wind mills in background

Un balzo che, in realtà, è solo l’ultimo della serie, cominciata diversi mesi fa sull’onda lunga della pandemia e del repentino rialzo dei consumi, su cui si è innestata poi l’invasione russa in Ucraina. In tutto questo si inserisce anche l’incognita dell’Opec+, il cartello fra i Paesi esportatori di greggio che include ora anche la Russia, dopo l'avvicinamento negli anni scorsi tra Putin e il potente principe saudita Bin Salman.

L’alleanza petrolifera si riunirà il 2 giugno per aggiornarsi sugli obiettivi di produzione, che attualmente prevedono un incremento di 432.000 barili al giorno. L’Occidente sta chiedendo uno sforzo maggiore per provare a raffreddare un po’ i prezzi, ma pare che gli appelli resteranno inascoltati.

Secondo fonti citate dalla Reuters, i Paesi produttori sembrano intenzionati a tenere la barra dritta, senza aprire ulteriormente i loro preziosi rubinetti. E del resto, alla luce del recente passato, sembra difficile che i membri dell'Opec possano voltare le spalle alla Russia per aiutare l’Occidente dipendente dall’import. Ma mai dire mai.

Speranza nel Governo

Di questo passo, gli automobilisti saranno costretti a fare i conti con il caro carburanti ancora a lungo. Persino in questi giorni si sono registrati aumenti sulla rete italiana, che in alcuni casi sono arrivati a toccare i 3 centesimi al litro. Non va tra l’altro dimenticato che gli attuali prezzi di benzina e diesel godono già della sforbiciata alle tasse del decreto taglia accise.

Il beneficio scadrà l’8 luglio, proprio all’inizio delle vacanze estive. In attesa di ulteriori sviluppi della vicenda ucraina, l’occhio è quindi rivolto al Governo, nella speranza che trovi una soluzione in vista dei giorni più caldi dell’anno, in tutti i sensi.

Hand holding fuel pump and refilling car at petrol station

Prezzi carburanti al 31 maggio 2022

Vediamo quindi i prezzi dei carburanti in Italia pubblicati oggi da Quotidiano Energia ed elaborati sulla base delle comunicazioni dei singoli gestori all’Osservatorio del ministero dello Sviluppo economico.

Il prezzo medio nazionale in modalità self della benzina si attesta a 1,902 euro/litro, con i diversi marchi compresi tra 1,897 e 1,915 euro/litro (media no logo a 1,893 euro/litro). Quanto al prezzo del diesel, sempre in modalità self, la media è pari a 1,821 euro/litro, con le compagnie posizionate tra 1,805 e 1,838 euro/litro (no logo a 1,819 euro/litro).

Venendo al servito, il prezzo della benzina in media è di 2,037 euro/litro, con le compagnie che oscillano tra 1,985 e 2,119 euro/litro (no logo 1,945). La media del diesel è arrivata invece a 1,963 euro/litro, con i singoli player tra 1,890 e 2,044 euro/litro (no logo 1,863).

Il Gpl si muove infine tra 0,837 e 0,851 euro/litro (no logo 0,824), mentre il prezzo del metano si posiziona in media tra 1,736 e 1,983 euro/kg (no logo 1,784).

Tipo rifornimento Benzina (€/litro) Diesel (€/litro)
Self service 1,902 1,821
Servito 2,037 1,963