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Come comprano le auto gli italiani (e perché la situazione è critica)

Oltre la metà degli automobilisti preferisce il concessionario, da dove esce soddisfatta. Ma per Federauto ora gli scenari sono foschi

Un concessionario auto

Nonostante le difficoltà di approvvigionamento dell'industria, i concessionari semivuoti e i tempi di attesa molto lunghi, per fortuna ci sono ancora italiani che riescono a coronare il sogno di comprare una nuova auto. Ma a chi chiedono di realizzare il loro desiderio?

Alla domanda risponde il sondaggio “Il ruolo dei concessionari d’auto nell’esperienza dei consumatori”, realizzato per Federauto da Format Research. Il risultato è che oltre la metà delle persone preferisce ancora recarsi nei concessionari piuttosto che utilizzare formule "alternative".

Internet? No, grazie

Sono il 28,4% gli intervistati che, negli ultimi 5 anni, si sono messi al volante di una nuova vettura. E fra questi, il 50,5% si è rivolto al concessionario, seguito da un 18,7% che ha preferito acquistare da un privato e il 18,5% che è andato da un rivenditore plurimarche. Ci sono poi l’e-commerce per auto usate (5,5%), l’online dal sito della Casa (3,6%), l’e-commerce per auto nuove (2,5%) e il mercato estero (0,7%).

Molti, infatti, continuano a gradire il contatto diretto o non si fidano di Internet: parliamo di oltre due terzi del campione, precisamente il 70,1%. Anche perché, riporta ancora lo studio, i clienti che hanno bisogno di qualche dato in più, prima di decidersi all’acquisto, si informano proprio dal concessionario (34,5%).

Concessionaria auto
Concessionaria auto

I motivi sono tanti: si va dalla fiducia nella persona (43%) all’assistenza nella gestione delle pratiche (29,3%), per arrivare a una gamma di soluzioni in più offerte (25,2%) e ad altre ragioni (2,5%). Alla fine, spiega l’analisi, la differenza si vede.

Non voglio problemi

Chi esce da una concessionaria è contento nel 90,4% dei casi (somma tra il 38% dei “molto soddisfatti” e 52,4% dei “soddisfatti abbastanza”), contro un 9,6% di “detrattori”. Numeri diversi per chi ha preferito altri canali: la soddisfazione scende al 78,8% (25,3% più 53,5%), mentre l’insoddisfazione aumenta al 21,3%.

I primi hanno anche usufruito dei servizi di assistenza (82%) e non hanno incontrato problemi di alcun genere (82,5%). Quando però i disguidi si sono verificati, il concessionario li ha risolti il 53,5% delle volte. I clienti se la sono vista invece da soli nel 25,8% dei casi. Nessuna soluzione nell’11,2% degli episodi.

E gli altri? Se la sono passata un po’ peggio: nessun problema nel 76,2% dei casi. Ma soprattutto, quando finiti in difficoltà, hanno dovuto trovare una soluzione in autonomia il 55,5% delle volte, anche se il 22,5% delle grane avrebbe potuto risolverle il rivenditore.

Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto

“No agli agenti”

Partendo dalla ricerca, allarga il campo anche ad altri temi il presidente di Federauto, Adolfo De Stefani Cosentino: “Diversi e importanti costruttori hanno annunciato di voler introdurre significativi cambiamenti al modello di distribuzione, passando dal contratto di concessione a quello di agenzia. Il primo ne esce sostanzialmente vincente, ma è destinato a essere sostituito dal secondo”. Le conseguenze?

“Si determinerà una forte ristrutturazione organizzativa delle concessionarie, con una perdita di posti di lavoro. Le ragioni vanno chieste alle Case, ma è evidente che vogliono andare verso il costo fisso, senza vantaggi per il consumatore. È da tempo che i costruttori spingono per vendere direttamente al cliente, perché con l’agenzia non c’è più l’imprenditore. L’agente non può fatturare, acquistare in permuta il veicolo usato ed effettuare sconti”.

L'interrogativo, secondo De Stefani Cosentino, è se questo sistema faccia bene al rinnovo del nostro parco auto, tra i più vecchi d’Europa: un processo di ringiovanimento che verrebbe rallentato dai prezzi alti. Lo stesso discorso, secondo il presidente, vale per i costi iniziali dell’auto elettrica, oggi spinta più che mai dall’Europa con lo stop ai motori a combustione dal 2035.