Mercato camion, giugno in ripresa ma il semestre chiude a picco
Al giro di boa pesanti ancora in crescita come a maggio ma il 2022 resta in passivo. UNRAE invoca disincentivi per i mezzi più datati
Dopo un maggio in ripresa, anche il mese di giugno conserva il segno positivo per il mercato dei pesanti: sostenuto sempre dai numeri dei veicoli sopra le 16 tonnellate, ma non soltanto.
Questo il responso della consueta analisi dell'UNRAE, che ha elaborato i dati di entrambi i mesi forniti dal MIMS e tirato le conclusioni alla fine del primo semestre.
I dati
Come si evince facilmente confrontando i numeri nelle tabelle sottostanti, sommando luglio e agosto i camion hanno totalizzato 3.500 unità, alla fin fine esattamente le stesse dello scorso anno, con i dati di agosto più significativi sotto l'aspetto percentuale ma non sotto quello delle cifre pure e semplici, che in quel mese sono sempre sotto la media.
La consueta elaborazione UNRAE dei dati forniti dal MIMS parla nuovamente di oltre 2.400 immatricolazioni, 2.410 in questo caso, quasi allineate alle 2.435 le unità immatricolate a maggio, il 5,7% in più rispetto alle poco meno di 2.300 dello scorso anno. Il primo semestre chiude così a meno di 13.400 euro contro le 13.930 del 2021, ridimensionando il passivo dal -5,3% di maggio al -4% ma restando in difetto.
Se la categoria "over 16 t" resta la più significativa in termini di volumi, con circa 200 unità e il +10,2%, va sottolineato che questo mese anche la fascia da 3,5 a 6 tonnellate ha performato bene, toccando quota 100 unità contro 78. Vanifica in parte il risultato il passivo della categoria intermedia, tra 6 e 16 t, dove si registrano quasi 100 unità in meno e -22
|
MTT |
GIUGNO 2021 |
GIUGNO 2022 |
VARIAZIONE % |
|
> 3,5 t |
2.279 |
2.410 |
+5,7 |
|
da 3,51 a 6 t |
78 |
100 |
+28,2 |
|
da 6,01 a 15,99 t |
399 |
310 |
-22,3 |
|
=> 16 t |
1.802 |
2.000 |
+11 |
Scenario stravolto
Nella nota che accompagna l'analisi dei dati l'UNRAE conferma il momento di difficoltà dovuto a crisi produttiva e aumento dei costi, citando un dato significativo il crollo del 45% delle vendite di veicoli a gas naturale liquefatto (LNG) reso improvvisamente meno allettante dalla crescita dei costi che allunga i tempi di ammortamento degli investimenti creando forte incertezza anche alle aziende impegnate verso scelte sostenibili.
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