Tempi duri per gli automobilisti italiani, alle prese con il caro-carburanti, con le difficoltà di consegna in tempi ragionevoli della propria auto e con prezzi dell'usato fuori squadra. Come se non bastasse, a tutto questo si aggiungerà un aumento delle tariffe Rc Auto. 

I premi per l'assicurazione obbligatoria, negli ultimi anni in costante discesa, torneranno a salire. E se solo poche settimane fa l'Ania, l'associazione che riunisce le compagnie di settore, evidenziava un rischio di rincaro dei prezzi, oggi questo rischio diventa realtà nelle parole di Matteo Laterza, direttore generale di UnipolSai, uno dei colossi assicurativi italiani.

L'evoluzione dei premi

Ma andiamo con ordine. Il 5 luglio scorso, durante l'assemblea annuale dell'Ania, la presidente dell'associazione, Maria Bianca Farina, aveva lanciato l'allarme su un possibile aumento delle tariffe Rc Auto per effetto della guerra e degli alti livelli di inflazione. Un movimento al rialzo che avrebbe potuto interrompere la progressiva riduzione dei prezzi, soprattutto nel confronto con i principali Paesi europei.

A fine 2021 il premio medio in Italia era infatti sceso a 352 euro (498 euro nel 2013), con un differenziale di 47 euro rispetto alla media di Germania, Francia, Spagna e Regno Unito. In realtà il differenziale è rimasto fermo rispetto al 2020, anno particolare in cui gli effetti della pandemia hanno condizionato drammaticamente la mobilità.

Ora però con il ritorno a una circolazione "normale" dopo le restrizioni del periodo acuto della pandemia e di fronte a un'inflazione torrida come questa estate del 2022, i premi torneranno a salire.

Parola al repricing (leggi: rincaro)

"Sull'auto prevediamo un repricing a livello sia nostro sia di sistema, perché le frequenze dei sinistri stanno tornando a livelli pre-Covid e conseguentemente i prezzi così depressi, che oggi riflettono ancora il periodo pandemico, seguiranno questa tendenza", detto Laterza, in conference call con gli analisti dopo i conti semestrali della compagnia

«In più c'è il fenomeno dell'inflazione che impatterà sul costo del gestito e che dovrà supportare un repricing delle tariffe. Se ciò non dovesse avvenire il mercato nel suo complesso resterebbe in situazione di perdita tecnica, che in un contesto di tassi bassi non ci su può permettere troppo a lungo. Quindi l'aspettativa è per un repricing dei prezzi di mercato".